Rossella Renzi suggerisce Carlo Ragliani

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Rossella Renzi suggerisce Carlo Ragliani

foto di Fabrizio Rosada

 
 
 
 
− Credere
è cercare il tuo volto
ma tu taci
ché la parola è dell’uomo
se di questo niente
l’offerta
si fa.
 
 
 
 
− Nulla
di tutto questo
ormai importa
nell’ansimare
dei muscoli
queste parole
cesellano il secondo
sfiorito
la separazione
è tributare
la ballata
della sconfitta.
 
 

Nell’opera prima di Carlo Ragliani, intitolata Lo stigma (Italic 2019), è da subito evidente la cifra insolita che contraddistingue un poeta che ha un rapporto stretto ed esigente con la scrittura, e col tema del sacro.

Lo stigma è una prova coraggiosa, i cui testi, cesellati con pudore e minuzia sulla pagina, sono il frutto di letture, ricerche, studi accurati della materia biblica, della lingua, dei linguaggi.

Testi organizzati in un sistema solido e sapientemente concepito, carico di simbologie, che si pongono come segni tracciati, col compito di rimandare a significati molteplici che sono tutti da indagare, da scoprire, da contemplare. Segni tracciati con urgenza: per il senso del limite raggiunto, per l’ansia del gorgo vicino, del precipizio, della parola e del silenzio; per il dovere della citazione luminosa, in esergo, che orienta nel buio delle cose e dei tempi.

Dove porta l’enigmatico percorso di lettura di questo libro? Di quale messaggio, teso all’essenzialità, alla nudità della parola, del gesto, dell’essere, si fa portatore il poeta?

Una voce così carica di sostanza e di memoria antica, quella di Carlo Ragliani, che chiede di essere pronunciata con pacata delicatezza, in ogni sua sillaba: come una formula rituale, che racchiude il senso del mistero, mentre prende vita, come una scintilla, la poesia.

Rossella Renzi

 
 
 
 

Carlo Ragliani (Monselice, 1992) vive a Candiana, studia presso l’ateneo ferrarese di giurisprudenza. È redattore in Atelier Online e Laboratori Poesia. Collabora in Poetarum Silva. Altri suoi interventi critici appaiono su “Nazione Indiana”, pubblicato ne La radice dell’inchiostro (ArgoLibri, 2021), sul numero 100 di “Atelier” cartaceo, su “Il Segnale”, “Poesia del nostro tempo”, e “Menabò”. Suoi testi sono apparsi su antologie e riviste letterarie, tra cui “Poetarum Silva”, “La Balena Bianca”, “Inverso”, “Carteggi letterari”, “Niedergasse”, “Atelier” e tradotti in lingua spagnola dal Centro Cultural Tina Modotti. Ha pubblicato Lo stigma (ItalicpeQuod, 2019).