Il veliero cannibale 28 – FALMOUTH

Conrad Martens: La HMS Beagle in Terra del Fuoco, 1833

 

 

FALMOUTH (frammento da L’Evoluzionista)

 

“It seems to me, that they must be said to work with some intelligence anyhow,
they are not guided by a blind istinct”
(lettera di Charles Darwin a G.H. Romanes, 16/3/1881)

 

 

I.

Il diario che il comandante Fitzroy e il tenente Wickham consegnarono alla vedova Seamorn sul molo del porto di Falmouth, terminava all’11 febbraio 18.., alla mattina in cui George J. Seamorn aveva trascritto, con quella grafia precisa ma dolce che Ethel conosceva così bene, tanto da farle chiudere per un lungo attimo gli occhi, poche righe:

” Il cielo non è più del colore del metallo fuso, e il mare è quieto. Penso che andrò a pesca”.

In perfetto accordo con il tono generalmente austero del comandante, che Fitzroy serbava per ogni occasione della giornata, nella tempesta in pieno Atlantico come nella scelta della giacca, lady Ethel Seamorn prese il diario , se lo strinse al petto squassato e si allontanò subito dopo, con educazione ma senza convenevoli. Poche parole di circostanza, un breve cenno del capo, un ultimo sguardo verso l’oceano.

Più tardi, lasciando la Cornovaglia, diretta verso il Kent, lesse il diario di George, una volta sola. A Down House il diario sarebbe passato di mano, a disposizione della scienza e di Charlie Darwin.

 

 

II.

Guardò fuori. Respirò rabbrividendo. Si sedette, aprì il diario e scrisse:
“11 febbraio 18… Il cielo non è più del colore del piombo, e il mare è quieto”
Fece una breve pausa e continuò.

“Penso che andrò a pesca”.

Fitzroy era già sul ponte […]