Giorgio Caproni

Bozza automatica 2840
 
 
 
 
Riandando, in negativo,
a una pagina di Kierkegaard

 a Donato Valli

 
 
L’erba come va lontana
e vuota, nel suo vuoto
odore…
 
                    Il sole
è tramontato.
 
                 Aspetto
le punte di viva vita
delle stelle.
 
                 Ascolto.
 
Sento solo un rumore
perso d’acqua sbiadita.
 
Nessun Ponte Nero.
Nessun Gilbjerg
 
                I morti
restano morti e invano
li richiama il pensiero.
 
Siamo soli: io e il grido
 
rauco – del gabbiano.
 

Nessun occhio armato.

 
Nessun «uccello che canti,
sul vespero, la sua preghiera».
 
Tutt’intorno il buio.
Il mare. La sua brughiera.
 
 
 
 

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