Jacques Prévert

Jacques Prévert

 
 

Jacques Prévert (1900-1977) ha sperimentato più generi espressivi, il teatro, la sceneggiatura filmica e televisiva , il collage, e la poesia. Anarchico, surrealista, dai più superficiali è considerato troppo semplice in realtà le sue poesie hanno diversi registri e giochi linguistici. Il valore su cui era fondato, però, è quello dell’amore e per questo, giustamente, viene ricordato.

I ragazzi che si amano e Questo amore sono una pietra miliare nella storia della letteratura francese, amati anche dai più sofisticati letterati. L’edizione da cui sono tratti (copyright Gallimard e Guanda) vengono da una ristampa del ’78 di un libro del 1960, poi ampliato, che raccoglie i 4 più importanti libri Prévert (una scelta). Illuminante il lavoro di Gian Domenico Giagni, per l’introduzione, le note e la traduzione.

Pierangela Rossi

 
 
 
 
I ragazzi che si amano
 
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le loro risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.
 
 
 
 
 
 
Questo amore
 
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremate l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci divenire gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.