Josefina García Marruz Badía (Cuba, 1923)

Josefina García Marruz Badía (Cuba, 1923)

 
 

Poeta y ensayista cubana, mejor conocida como Fina García. Graduada en Ciencias Sociales y merecedora de premios importantes como el Premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana (2011), el Premio Nacional de Literatura de Cuba, el Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda en Chile y el Internacional de Poesía Ciudad de Granada-Federico García Lorca.

Fina es una de las voces más importantes de la poesía cubana del siglo XX. Su obra se caracteriza por el manejo de un lenguaje propio, la búsqueda interior, la curiosidad por lo desconocido, la intimidad y el espíritu.

Su obra poética contiene imágenes de lo cotidiano, hipérboles, metáforas delicadas: “Te será fácil atravesar el pecho/ que no vigila sino el respirar de las aguas”. Sus versos describen una persona que la refleja pero que refleja también a sus lectores y los vuelve cercanos a su experiencia de vida.

Rocio Bolanos

 
 
 
 
Al despertar
 
Al despertar
uno se vuelve
al que era
al que tiene
el nombre con que nos llaman,
al despertar
uno se vuelve
seguro,
sin pérdida,
al uno mismo
al uno solo
recordando
lo que olvidan
el tigre
la paloma
en su dulce despertar.
 
 
 
 
 
 
EL MOMENTO QUE MÁS AMO
 
El momento que más amo
es la escena final en que te quedas
sonriendo, sin rencor,
ante la dicha inalcanzable.
 
El momento que más amo
es cuando dices a la joven ciega
¿”Ya puedes ver?” y ella descubre
en el tacto de tu mano al mendigo,
 
al caballero, a su benefactor desconocido.
De pronto, es como si te quisieras
ir, pero, al cabo, no te vas,
y ella te pide como perdón
 
con los ojos, y tú le devuelves
la mirada, aceptándote en tu real
miseria, los dos retirándose y quedándose
a la vez, cristalinamente mirándose
en una breve, interminable, doble piedad,
ese increíble dúo de amor,
esa pena de no amarte que tú
–el infeliz— tan delicadamente
sonriendo, consuelas.
 
 
 
 
 
 

Poetessa e saggista cubana, conosciuta come Fina García. Laureata in Scienze Sociali, ha vinto importanti premi tra cui il Premio Reina Sofía per la poesia Iberoamericana (2011), il Premio nazionale per la letteratura cubana, l’Iberoamericano di poesia Pablo Neruda in Cile e il Premio internazionale di poesia Federico García Lorca della città di Granada.

Fina è una delle voci più importanti della poesia cubana del XX secolo. Il suo lavoro è caratterizzato dall’utilizzo di un linguaggio proprio, dalla ricerca interiore, la curiosità per l’ignoto e dalla intimità dello spirito.

La sua opera poetica contiene immagini di vita quotidiana, iperbole, metafore delicate: “Sarà facile per te attraversare il petto / che veglia solo sulla respirazione delle acque”. I suoi versi descrivono una persona che la riflette ma che riflette anche i suoi lettori e li rende vicini alla sua esperienza di vita.

Rocio Bolanos

 
 
 
 
Al risveglio
 
Al risveglio
uno torna
a chi era
a chi ha
il nome con cui ci chiamano,
al risveglio
uno torna
sicuro,
senza perdite,
a se stesso
all’uno solo
ricordando
coloro che dimenticano
la tigre
la colomba
nel suo dolce risveglio.
 
 
 
 
 
 
Il momento che più amo
 
Il momento che più amo
è la scena finale in cui rimani
sorridendo, senza rancore,
di fronte alla felicità irraggiungibile.
 
Il momento che più amo
è quando dici alla giovane donna cieca
“Riesci a vedere ora?” e lei scopre
nel tocco della tua mano il mendicante,
 
il cavaliere, il suo benefattore sconosciuto.
All’improvviso è come se tu volessi
andare, ma poi non te ne vai
e lei ti chiede una sorta di perdono
 
con gli occhi e tu le restituisci
lo sguardo, accettandoti nella tua reale
miseria, i due ritirandosi e restando
allo stesso tempo, guardandosi cristallinamente
in una breve, interminabile, doppia pietà,
quell’incredibile duo d’amore,
quel dolore di non amarti che tu
– l’infelice – così delicatamente
sorridendo, consoli.
 
 
 
 

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