Laboratoria: Robert Desnos


 
Maledetto
sia il padre della sposa
del fabbro che forgiò il ferro della scure
con la quale il boscaiolo abbatté la quercia
in cui si scolpì il letto
dove fu generato il bisnonno
dell’uomo che conduceva la vettura
nella quale tua madre
incontrò tuo padre!
 
Robert Desnos, da La colomba dell’arca (Medusa Edizioni, 2020, traduzione di Pasquale di Palmo)
 
 

Per la rubrica Laboratoria, una volta al mese, vi segnalo qualche verso che ha toccato il mio cuore e che spero sappia toccare anche il vostro. Poesie fatte di piccole cose, alla portata di chi legge e di chi vive. In questo marzo invernale presento Robert Desnos (Parigi, 4 luglio 1900 – campo di concentramento di Theresienstadt, 8 giugno 1945), uno dei più noti poeti e scrittori francesi del XX secolo, figura chiave nel movimento surrealista. Nato a Parigi, trascorse la sua infanzia nel cuore popolare della città, un ambiente che influenzò profondamente la sua poetica. Da giovane pubblicò le sue prime poesie su varie riviste manifestando un precoce interesse per la letteratura e la sperimentazione poetica. La sua partecipazione attiva al movimento surrealista lo portò a esplorare le tecniche della scrittura automatica, sotto ipnosi.

Desnos era noto anche per i suoi turbolenti amori e la vita avventurosa. Il suo coinvolgimento romantico con la cantante Yvonne George lo portò ad avvicinarsi all’oppio e a comporre poesie appassionate ispirate al suo amore non corrisposto. Anche la sua carriera giornalistica e radiofonica lo vide coinvolto in varie attività inclusa la scrittura di pubblicità e la produzione di programmi radiofonici. Si impegnò anche politicamente partecipando al movimento frontista e opponendosi al regime fascista.

Durante l’occupazione nazista della Francia Desnos mantenne l’attività giornalistica cercando di incoraggiare i suoi concittadini alla speranza e alla dignità. Nonostante le pressioni e le minacce della Gestapo, continuò a sostenere la resistenza francese fino a essere arrestato e deportato in vari campi di concentramento. La sua morte avvenne nel campo di concentramento di Theresienstadt, vittima della miseria, della stanchezza e del tifo. La sua eredità poetica sopravvisse attraverso le sue opere tradotte in numerose lingue, e il suo coraggio e la sua integrità continuano a ispirare il mondo.