IL VELIERO CANNIBALE 9 – I MAGI

Bozza automatica 2838

Foto scattata dal telescopio Hubble
Riflessi spettrali nelle Pleiadi

 
 

Malinconie, anacronismi e moralismi del Capitano Peleg

 
 

Moby Dick è il libro che più si avvicina al Libro dei libri. In nessun altro si disputa intorno all’esistenza di Dio, o alle prove della sua inesistenza. In uno l’immensa Arca; nell’altro l’oscuro Pequod, che è di Achab, ma non è Achab, perché il Pequod è il suo proprietario, il quacchero, il dimenticato Peleg, che l’aveva addobbato “come un barbaro imperatore etiopico… Era fatto di trofei. Un veliero cannibale, che si ornava delle ossa cesellate dei suoi nemici”.

Parafrasando le parole usate da uno scrittore per parlare di un altro scrittore, il nostro Capitano Peleg, risorto con un artificio, è un naufrago del passato che il Fato ha proiettato sulle sponde di un altro tempo. A cura di Frescobaldi MacIntyre.

 
 

L´ultimo dei tre vascelli di cristallo attraccò al ponte di guardia in una mattinata fredda di primavera, più di 5 anni dopo il secondo. Le tempeste di ghiaccio del mese che anche lì avevano continuato a chiamare marzo, avevano ucciso le nuvole di gas, una alla volta, un pollice alla volta, e nella notte fonda e limpida che era in quel momento il loro cielo, il veliero era ben visibile a occhio nudo da una settimana.

Il Custode della Frontiera accolse da solo l’ultimo viaggiatore e i due che lo avevano preceduto, nella sala dei quarzi.

Domandò a ciascuno di loro cosa ricordasse del cielo, al di là dei cancelli.

“Il cielo era nero e vuoto e poteva quasi toccarmi e annientarmi” rispose Kad.

“Tutto sembrava fisso e immutabile. Tutto, tranne me. Ne ho dedotto che in realtà ogni cosa doveva essere in vorticoso movimento” disse Bra-he.

A O’Gara, invece, il pianeta era parso soltanto una piccola sfera azzurra e i due soli bacche rosse che sparivano dietro la sua mano.

Gabor allora scelse il primo dei tre, e consegnò al boia gli altri due.

Gli posò una mano sulla spalla e lo invitò a seguirlo. Nell’anfiteatro, zittì l’Assemblea brulicante con un gesto del braccio.

“Chi continua a parlare di opportunità e ancora nutre speranze su cosa ci aspetta dall’altra parte, ascolti adesso e impari ad aver paura, come è giusto che sia” proclamò, lasciando il posto a Kad.

 
 
 
 

 
 

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