Paolo Buzzi


 
 
Zingari
 
Forse è la vita vera.
Il carro dipinto,
i cavalli selvatici docili, ebbri di vento,
le belle figlie in cenci,
la mensa a bivacco furtiva sotto gli astri,
la strada bianca del mondo.
Io tornerò nella prigione potente
dove comando
e sono comandato:
io sfrenerò di rabbia i miei puledri ideali
sulla pista del sogno, a cuore morto, a stanca sera:
e per l’amore
mendicherò la mendicante mia a qualche buio di strada.
Io pago la carne con mano che sembra
chiedere anzi donare elemosina.
E la mia vita
è una rete di fogne
dove altro non luce che l’occhio del sorcio.
O Zingari, scoiatemi vivo, allo spiedo arrostitemi
fra due tronchi di selva!
Sono un poverissimo figlio di civili
che adora la barbarie.
 
 
 
 
 
 

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