Lucija Slavica – Artrophia

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Michele Paoletti intervista Lucija Slavica.

 
 

Ti occupi da alcuni anni di mostre, e hai partecipato all’organizzazione delle Vie delle foto a Trieste. Come mai questa passione per l’arte ponendo che tu non sei un’artista?

Si, non lo sono. Ma non è completamente vero. Forse potrei dire che nell’approcciarmi alla vita sono un po’ artista. Ognuno di noi ha un muro nero dentro sé: c’è chi lo reprime, chi lo usa per slanciarsi e creare qualcosa di migliore e chi lo usa come muro del pianto. Io nutro un profondo rispetto per gli artisti. In questo “lavoro”, se vogliamo chiamarlo così, per me è un concetto fondamentale, e ovviamente non deve essere unilaterale. Solo così riesco a percepire tutte le loro sfumature.

 

Cos’è l’arte per te, cosa ti aspetti realmente dalle mostre che organizzi?

L’arte è una cosa delicata. Forse la domanda giusta è cosa mi aspetto ma anche cosa ci aspettiamo dall’arte. Difficile rispondere. A volte penso che ci possa in un certo modo dare un senso, uno scopo. Con me è andata così. È una cura.

 

Recentemente hai deciso di lasciarti alle spalle un grande evento per dedicarti alla tua ricerca creando eventi di nicchia, particolari. Come scegli gli artisti?

A volte ci scegliamo a vicenda. Non c’è spiegazione. Quando mi capita di vedere un’opera, vedo che succede poi. Se ci penso per più di qualche ora, a volte anche giorni, vuol dire che è quella giusta. Non mi accontento di un banale colpo al cuore, immediato e secco.
L’arte è un pretesto per porre a noi stessi delle domande, mai una risposta. Un po’ come l’amore: non è la tua salvezza, non deve esserlo.

 

Iniziamo a parlare del blog Artrophia. Cosa significa Artrophia, cosa fate esattamente nel blog? Quali sono state le iniziative di maggior successo in questi anni?

Artrophia nasce in un sogno. Me lo ricordo ancora come se l’avessi fatto questa notte. Amo la Grecia antica, mi affascina. Così è nato questo connubio tra Art, arte in inglese, segno del cambiamento che stava arrivando (eravamo agli sgoccioli del 2012) e tropè, che in greco significa trasformazione. Ricorda concetti come filosofia, empatia, entropia. Tutti estremamente legati all’arte.
Dietro il blog ci sono io e la mia nuova compagna di viaggio, una nuova arrivata che si chiama Naomi. Per descriverla vorrei usare le sue parole, le ha usate riferendosi a me e io non posso fare altrimenti. Mi hanno molto colpita perché è molto giovane (ha solo 22 anni) e, secondo me, una testa pazzesca: “forse tu sei una delle mie anime gemelle. Ne abbiamo tante. Poi cambiano a seconda di come cambi tu. Le riconosci perché quando stai con loro sei tranquilla, ti senti a casa. Non riesci a pensare a cose inutili, sfiancanti. Ti ricaricano”.

Forse quello che facciamo è un po’ essere un’anima gemella. Vorrei portare a questa città delle esperienze, delle possibilità, una presa di coscienza. L’iniziativa che ricordo di più è La dolce vita. Ho sentito un’energia infinita da tutte le parti. Sono estremamente grata ai designer, alle modelle, al giornalista che ha preso un aereo da Monaco per venire qui. Ringrazio anche Linda de Le vie delle foto, che hai citato prima, senza di lei non sarebbe venuto fuori un evento così. Ricordo anche che faceva caldissimo, anche se non c’entra molto con il discorso artistico.

 

Leggo dalle info: Nel corso degli anni il leitmotiv del blog è passato da “Il nuovo modo di vedere l’arte” focalizzato su come visualizzare l’arte con nuovi strumenti e nuove prospettive; “We believe in beauty”, inno alla bellezza; fino all’ultimo capitolo ” Art will save you”, un approccio più profondo all’arte, ultima speranza contro la decadenza del mondo. Ci puoi raccontare come si è sviluppato questo percorso? Questa crescita del concetto di arte?

Sì, il blog è cambiato con me, per me. Inizialmente volevo curare l’aspetto umano che c’è dietro le opere. Siamo bombardati da immagini con i social e con la convinzione di non avere tempo. Volevo regalare il tempo, un momento per fermarsi. Poi ci sono stati gli anni dedicati alla bellezza, La dolce vita ne fa parte. Avevo bisogno di vedere cose belle. L’idea, la forza della creazione, la potenza della materia: è in questo momento che ho deciso di approcciarmi al design e al fashion design. Infine, l’ultimo capitolo, è “Art will save you “. Un periodo di riflessione, ma anche di riscatto: l’arte diventa uno strumento per rinascere. Sono tornata all’arte visiva, ma in realtà non voglio limitarmi. Odio i limiti. Diciamo che è uno step necessario, inevitabile nella crescita dell’arte.

 

Restando alle info pur sapendo che la domanda rischia di essere enorme: cos’è la bellezza?

La bellezza salverà il mondo, è il titolo di un libro di Tudorov. È così. Ma la bellezza non deve essere catalogata in un concetto meramente estetico. Un deserto lo è, un prato pieno di tulipani, i capelli mossi dal vento. L’arte, in tutte le sue forme, da sempre cerca di catturarla. Anche il dolore ha una sua forma di bellezza.

 

Arriviamo a NOISE – POLAROID OLTRE IL SUONO, un evento molto particolare che si terrà il 20 aprile in una location segreta. Ci puoi anticipare qualcosa? Qual è la mission, la visione di questo evento?

Noise | Polaroid oltre il suono analizza il ‘rumore’ e affronta la questione: come possiamo visualizzare concetti come l’amore e l’odio in un’onda sonora? È la sfida fotografica di Massimiliano Muner. Mi piace lui. Mi piace la sua testa. Rispetto ai primi lavori ha fatto una grande ricerca. C’è ancora qualcosa che mi nasconde, ma è giusto così. Lo ha chiuso a chiave, forse un giorno potrò averla. Noise sarà un’esperienza. Ci saranno diversi spunti per una bella riflessione. Il suono è una argomento molto interessante. Non ci saranno molti discorsi, parlerò con chi vuol parlare. Non vogliamo insegnare niente a nessuno. Noi creiamo dei contenitori, delle opportunità, un momento. L’arte deve essere semplice. Anche bere un bicchiere di prosecco o una birra e respirare il mondo di Muner è un’esperienza da fare. La location, come dici giustamente tu, è segreta. Per partecipare bisogna seguire le istruzioni riportate sul sito Artrophia. Ogni iscritto riceverà una mail di conferma e riceverà presto il kit per l’evento con il luogo e tutte le informazioni sull’artista.

 
 

Il sito Artrophia

Lucija Slavica
 

Lucija Slavica attualmente vive a Trieste dove lavora per la stampa locale. Fondatrice di Artrophia. Dal 2011 collabora con realtà locali che si occupano di eventi e arte.

 
 
 
 

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