Speciale Premio Letterario Camaiore-Francesco Belluomini: reportage della XXXVII edizione

Con 15 voti su 43 (votanti effettivi), la Giuria Popolare ha proclamato Alessandra Carnaroli come vincitrice assoluta dell’edizione 2025 del Premio Letterario Camaiore – Francesco Belluomini con Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane, edito da Einaudi:

Bussano

Con piccoli
Ordigni
Sulle case
Dei civili
Per dargli
Il tempo
Di fuggire

Togliere
Almeno
La tovaglia
Chiudersi
La porta
Alle spalle
Senza prendere
In mezzo un dito

o un figlio
Alessandra Carnaroli

Come lo scorso anno anche il risultato dell’edizione 2025 del Premio Letterario Camaiore – Francesco Belluomini, la trentasettesima, ha avuto un esito incerto fino all’ultimo con la vittoria della poetessa marchigiana classe 1979 Alessandra Carnaroli, autrice della raccolta Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane (Einaudi) a prevalere di pochi voti sui secondi classificati, Ivan Fedeli e il suo La gioia elementare (Luigi Pellegrini Editore) e Paola Loreto (Miei Lari, Marcos y Marcos), mentre più indietro sono rimasti Daniela Pericone con Corpo contro (Passigli) e Valentino Ronchi e la raccolta Ma tu l’hai letto «Il Giovane Holden»? (Graphe.it Edizioni).

Sala del Park Hotel Ariston a Lido di Camaiore gremita e con collegamenti da diverse parte del mondo per la serata conclusiva svoltasi sabato 20 settembre su organizzazione del Comune di Camaiore, per la conduzione del critico d’arte Luca Nannipieri e di Michele Brancale, presidente della Giuria Tecnica composta da Cinzia Demi, Simone Gambacorta, Irene Marchegiani, Federico Migliorati, Renato Minore e Ottavio Rossani che aveva predisposto la cinquina di finalisti mentre, com’è noto, alla giuria popolare è spettato decretare il vincitore. Ad aprire l’evento il ricordo commosso di Lorenzo Patàro e Stefano Simoncelli, scomparsi pochi mesi fa, dei quali sono stati letti alcuni versi. Sul palco, tra stacchi musicali di Michela Lombardi e interpretazioni di brani a cura di Sandra Tedeschi, si sono alternati i cinque autori giunti in finale, premiati dal sindaco Marcello Pierucci e dall’Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Claudia Larini, e con letture dei rispettivi versi.

Sferzante lucidità e crudo realismo – recita la nota critica sul testo della vincitrice – contraddistinguono un’opera originale e variopinta, contrassegnata da innumerevoli bagliori semantici, tra femminicidi, violenze, abuso dei social, bullismo, drammi dell’immigrazione, umane indifferenze, con la donna, sovente vittima, al centro dei versi. Una poesia onesta che si caratterizza per epigrammi e passaggi gnomici, attenta a cogliere ciò che spesso rifuggiamo quando non derubrichiamo: uno squarcio (anche sarcastico) sulle coscienze impaniate e in sonno”.

Sono emozionata ed onorata dalla vittoria di un Premio tanto antico quanto importante in tutto il panorama letterario e poetico del nostro Paese e non solo – le parole a caldo di CarnaroliLe tematiche che tratto sono spesso ostiche e delicate: è bello che la Giuria Popolare abbia premiato versi che parlano di violenza, in tante sfaccettature. Un modo in più per affrontarla e combatterla, di qualsiasi tipo sia“.

Ampia anche la rappresentanza degli autori menzionati: Maria Rita Bozzetti (L’altro ed io, Manni), Alessio Brandolini (Il fuoco della luna, Fili d’aquilone), Ottaviano De Biase (Ulisse, la speranza il divenire, Delta 3 edizioni), Danila Di Croce (Dove ancora non siamo nati, Puntoacapo), Alfonso Guida (Diario di un autodidatta, Guanda), Elena Mearini (A molti giorni da ieri, Marco Saya Edizioni), Massimo Monteduro (Esse, libro del fuoco, Rp Libri), Daniela Raimondi (La donna più vecchia del mondo, peQuod), Stefano Raimondi (L’atalante, Valigie Rosse), Domenico Segna (Le onde radio, Anima Mundi Edizioni), Gian Piero Stefanoni (La costanza del cielo, Il ramo e la foglia edizioni), Marco Vitale (La strada di Morandi, Passigli), Daniele Giustolisi (La condizione dell’orma, peQuod).

Tre le menzioni alla Traduzione: Alessio Brandolini per Nanof di Enzia Verduchi (Fili d’aquilone), Lucia Cupertino per Il cuore delle prugne di Claudia Magliano (Lebeg) e Claudia Piccinno per Le radici del mondo di Pierre Ech-Ardour (Terra d’ulivi).

Ha colpito tutti la testimonianza portata dalla poetessa curdo-siriana Widad Nabi che, con Un continente chiamato corpo (Di Felice Edizioni), ha ricevuto il Premio Internazionale recitando in arabo alcuni passi della raccolta: “La poesia – ha affermato – è la risposta a ogni ferita, a ogni guerra, a ogni distruzione”.

Anche Edit Bruck, una delle ultime sopravvissute alla Shoah a cui è andato il Premio alla Carriera e rappresentata in sala da Giovanna Boursier, ha voluto lasciare un messaggio toccante parlando dei versi come di elementi “che possono insegnare a trovare la strada di salvezza per quel mondo di oggi tanto ferito. Da piccola recitavo poesie prima di dormire, ho tradotto molti poeti ungheresi e ancora oggi continuo a scrivere. Poesia, in buona sostanza, significa per me libertà e salvezza”.

Le ha fatto eco Zhao Lihong, a cui la Giuria ha attribuito il Premio in memoria di Rosanna Lupi e Paola Lucarini per l’opera Dolori (Samuele Editore), per il quale “la poesia è l’eco dell’anima e il monologo del cuore”.

Riconoscimenti anche per Giuseppe Cavaleri con I corpi santi (Interno Poesia) a cui è andato il Premio Proposta “Vittorio Grotti”, mentre Isabella Esposito si è vista attribuire il Premio Under 35 Siae per l’opera La voce di Euridice (Edizioni Progetto Cultura).

Figure prestigiose come la traduttrice Serena Vitale e il fondatore di Atelier Giuliano Ladolfi sono state insignite rispettivamente del Premio per la diffusione della cultura poetica e del Premio Speciale. La Segnalazione della Giuria, infine, è andata ad Alessandro Ceni con I bracciali dello scudo (Crocetti Editore).

Novità dell’edizione 2025 è stata la consegna, da parte della famiglia Codecasa, di un contributo economico agli istituti scolastici che hanno aderito alla rassegna ‘La poesia dei Ragazzi’ e che potrà essere utilizzato per l’arricchimento delle loro biblioteche, a ricordo di Davide Codecasa, impegnato da sempre nella promozione della cultura con impegno e passione. C’è stato infine spazio per la lettura di uno dei brani di Francesco Belluomini, ideatore del Premio Camaiore nel lontano 1981 e presidente fino all’edizione 2016 prima di cedere il testimone alla moglie Rosanna Lupi che lo ha guidato sino al 2023.

La poesia, dunque, ancora e sempre quale testimonianza feconda del nostro tempo: “Essa – ha affermato Brancale non è un sentimento bensì una forma di logica, come bene sapevano gli antichi. Tramite la poesia possiamo costruire ponti perché ogni generazione, ogni stagione della vita, ha un appuntamento con la storia. Vivere la vita, diceva Pasternak, non è attraversare un campo”. E il 37° Premio Camaiore ha messo in risalto tutto ciò.

Federico Migliorati

 
 
 
 
I soldati
che imbracciano i fucili
che premono i pulsanti sugli aerei
per lanciare barili bomba
su quartieri abitati, giardini, ospedali
quelli che bombardano giorno e notte
facendo dopo ogni strage
il segno della vittoria
avranno mai visto
il tramonto vermiglio di quei paesini?
Saranno mai stati ragazzi, giovani,
per le strade di quelle città
a corteggiare le amiche nei vicoli
per rubare un bacio furtivo?
Avranno mai aspettato le fidanzate
all’ingresso della scuola e dei parchi
con una rosa rossa
e una lettera d’amore?
 
Widad Nabi
 
 
 
 
 
 
“Così le persone si incontrano. / Vivono epoche diverse, / ma baciano gli stessi marciapiedi, / credendosi in luoghi uguali. / Non sanno che vivono in stanze / dove i ricordi si ammassano / mattone dopo mattone, / facendosi memoria, esperienza / del mondo, dei mondi / venuti su come montagne”.
 
Riccardo Cavaleri
 
 
 
 
 
 
Come l’acqua / Noi siamo come l’acqua in cammino / su pietre di fiume color oro, / e inciampiamo, cadiamo, / sotto i fiori gialli delle ginestre,/ presenze di luce a rischiararci / mentre naufraghiamo”.
 
Isabella Esposito
 
 
 
 
 
 
Voglio dimenticare
la notte in cui mi sono ferito
il sangue illuminato da sezioni di luce lunare
ma il mondo è avvitato ai miei nervi
e duole
 
Voglio dimenticare
quel diluvio improvviso
le sirene sopra le rapide
che si congelavano lentamente
sono un fotogramma dell’acqua che scorre
una nota che non ha suono
 
Voglio dimenticare
la voce delle sirene che mi ha inebriato
ma l’orologio cade continua a cadere
e il tempo scorre come un arco su una corda
tutto in me fa tremare
spazio-tempo
 
Zhao Lihong
 
 

Alcune foto della serata

 
 

error: Content is protected !!