I redattori di Laboratori Poesia: Gianni Giolo

Parte oggi una rubrica-non rubrica, uno spazio aperto, libero, per conoscere i redattori di Laboratori Poesia. Un appuntamento nel quale, a propria preferenza, i redattori che hanno pubblicato nel mese precedente si presentano.

Oggi proponiamo Gianni Giolo che propone alcuni suoi testi. Gianni, il 23 giugno, ha pubblicato una recensione a Ta eschata nella rubrica Mito e Logos, in calce a questo articolo.

 
 
Cara mamma, povera contadina
che mio padre chiamava stracciona,
tu sei stata l’unica donna buona,
innocente e pura come una bambina.
 
Vivevi in una famiglia autoritaria,
che mi ha escluso fin da ragazzino,
sei scesa nel mio povero destino
condividendo una vita precaria.
 
Mamma, son passati tanti anni,
ma non so obliare il mio orrore,
tu lontana piangevi i miei malanni,
 
ma non movesti un dito per aiutarmi,
solo, abbandonato al mio squallore,
vedevo il sole lucido squartarmi.
 
 
 
 
A mio padre
 
 
Ricordo: mio padre mi conduceva
verso una solitaria boscaiola
e mi faceva sparare una pistola
così per gioco, come mi piaceva.
 
Una rivoltella di maresciallo,
la sua cara arma che custodiva
in un cassettone che imbottiva
di medaglie e trofei di metallo
 
che tenne chiuso fino alla morte.
Piccoli segreti e cianfrusaglie,
ma quanti sogni sotto quelle scorte.
 
Sono tutte parvenze minacciose.
Non mancano le prime avvisaglie,
ma io sono piccolo per certe cose.
 
 
 
 
La piazza
 
Oltrepasso la piazza illuminata,
sosta una volante della polizia,
la volta delle nubi s’è abbassata,
sinistri lampi rischiarano la via.
 
Mi ricordo i tempi della guerra,
avevo paura, ero bambino,
tutti insieme chiusi nella serra
aspettavamo i colpi del destino.
 
Dal cielo cadevano la bombe,
funesti tuoni sul calar del sole,
la terra era come un’ecatombe,
 
le madri intonavano il rosario,
noi accasciati e senza parole
vivemmo ognuno il nostro calvario.
 
 
 

Un estratto da Ta eschata, a cura di Gianni Giolo:

Ta eschata, Novissima. Negli anni Sessanta incomincia l’interesse della stampa laica per le sorti che attendono l’uomo dopo la morte: giudizio, paradiso, inferno. Nel 1977 Karl Rahner, il grande teologo del ‘900, cerca di conciliare la dottrina della reincarnazione con la fede cristiana. In questi anni si diffondono idee relative alla vita dopo la morte non derivanti dalla fede cristiana. Si parla di rinnovamento escatologico che si fa la domanda: cosa c’è dopo la morte? Ci sarà la fine del mondo? Come avverrà il giudizio? Come sarà l’aldilà? Che cosa saremo? Che cosa proveremo? Con chi ci troveremo? Le immagini fisico-cosmologiche tramandate dalla tradizione sono ingenue e primitive, inaccettabili dalla mentalità moderna. Si tratta di cogliere le verità che sottendono queste immagini. Oggi l’uomo si concentra sulla tecnica cui chiede di sostituire alle tematiche metafisiche le potenziali fornite dalla scienza. Quest’ultima promette all’uomo di prolungare all’infinito la morte fisica e si parla di transumanesimo. Ed essa promette che dopo la morte avviene la dissoluzione del corpo ma non della persona che sopravvive in una specie di cloud.

(Continua QUI)

 

Gli articoli di Gianni Giolo in Laboratori Poesia:

Gianni Giolo, laureato in Lettere classiche all’Università di Padova, ha insegnato latino e greco nei licei classici. Ha scritto saggi riguardanti l’epigrafia latina, la tragedia greca e la retorica nel mondo antico. Ha curato nel 1985 un’antologia di Aleardo Aleardi (edizioni del Paniere), ha tradotto per la casa editrice Demetra le poesie di Saffo, il Fedone di Platone, La vita felice e La tranquillità dell’anima di Seneca, La Magia di Apuleio, i Dialoghi di Luciano, le Confessioni di Sant’Agostino e i Vangeli. Ha pubblicato il libro di poesie Idilli palladiani (Edizioni del Leone, 1985). Ha scritto per l’Editrice Veneta Scrittori di Vicenza, Lettere di Giacomo Zanella a Alvisa Dalle Ore (2006), Da Zanella a Meneghello (2008). Nel 2011 ha pubblicato il libro di poesie Cento Sonetti (Genesi Editrice), nel 2012 il libro Zanella e Leopardi (Editrice Veneta), nel 2015 il romanzo A ciascuno il suo che ha vinto il premio I Murazzi di Torino per l’inedito (Genesi Editrice). Nel 2024 pubblica con Samuele Editore Se la terra muore (prefazione di Alessandro Agostinelli). Collabora con riviste, periodici e giornali. Attualmente è insegnante in pensione.

 
 
 
 

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