Gent e altre poesie – Federico Rossignoli

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Gent e altre poesie
Federico Rossignoli

 
 


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Sestina di Gent*
 

O insensata cura de’ mortali,
quanto son difettivi sillogismi
quei che ti fanno in basso batter l’ali!

Paradiso, XI, 1-3

 
          Vedranno tutti sorgere dal buio
la rinuncia umana di fronte alle ali
il patto sciolto allo sboccio del fiore
sui rami del divieto. Nel giardino
abitato dal sole il passo lieve
conduce ad un intatto noi, al cielo.
          Com’è stato già scritto un altro cielo
sarà steso a fare inatteso buio.
Nel costato spoglio passerà lieve
il vento che spezza e sostiene le ali
parrocchetti fuggiti dal giardino
in spalla all’angelo armato di fiore.
          Rimarrà senza nome detto fiore
come stella ancora mai vista in cielo.
Reciso senza scelta dal giardino
eccolo in testa a disperdere il buio
e guidare il corteo munito d’ali
ripiegate lungo la schiena lieve.
          Rischiara un corpo molto meno lieve
per la carne tolta e disfatta in fiore –
una balena che sembra abbia le ali
così enorme da occupare il cielo.
Proprio quando il sole fuggiva il buio,
vidi le ossa sospese nel giardino.
          Pareva un padiglione nel giardino
la bianca carcassa. Com’era lieve.
Era respiro e volontà nel buio.
Tanta immensità se assemblata al fiore
sfidava digrignando i denti il cielo,
vietava di volare alle nostre ali.
          Per guardare in basso servono le ali,
l’occhio dello storno sopra il giardino,
e mani vuote tese verso il cielo
dicono quanto sono solo e lieve:
lo dice l’ape lontana dal fiore,
il sonno quando non mi trova al buio.
          Sorgeremo allora dal buio lieve
sino al giardino che tracima in cielo.
Ma meno d’un fiore durano le ali.
 
 

* Scritta nella Cattedrale di San Bavone a Gent, dove si conserva il Polittico dell’Agnello Mistico di Jan Van Eyck

 
 


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