Anna Maria Carpi

Anna Maria Carpi

foto di Dino Ignani

 
 
UN MADIDO ABISSO ci ha tra le mani,
che venga notte che venga giorno
tundra o tajgà,
nei vetri bianchi di ghiaccio
nei vetri imperlati di pioggia
il treno è in fuga.
Si gioca a carte,
fissi volti rosee mani
fisse nel gesto, come frutti sepolti.
L’artico nulla, un brusio senza sonno
il tutto umano,
Oh! lasciali tutti parlare,
sono bolle che scoppiano
in superficie, gorgogliano,
tu taci, taci, se ti lasci andare
lo sai, parli una lingua insopportabile.