Silvio Ramat


 
 
Pessimi nuotatori tutti e due.
Chi ci aveva suggerito di prendere
la barca? Forse il terzo che non esiste
o non si lascia, tra un padre e un figlio, scorgere.
E i remi, che disastro. Avevamo, ciascuno,
i calli alla mano destra, ma per abuso di penna.
Il lago era un incanto, specchio di molta montagna,
approdo escluso dai troppi recinti,
palizzate e cancelli torbidi nel riflesso.
Come succede nei sogni, nulla emetteva suono,
nulla invitava a parlare. Tacevano
anche le doghe, a una a una cedendo.
I remi troppo corti per far leva sul fondo
benché fossimo ancora presso la riva.
Così finiva il nostro novecento.
 
 
 
 

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