Samuel Taylor Coleridge

Samuel Taylor Coleridge
 
 

Coleridge (1872-1834) era soprattutto preoccupato che la sua Ballata fosse profondamente accessibile a ogni genere di lettore. Così apre il suo capolavoro con queste parole: “Argomento – Come una nave, avendo oltrepassato l’equatore, venne spinta dalle tempeste nella regione fredda in direzione del Polo Sud; e come da là si diresse verso le latitudini tropicali del vasto Oceano Pacifico; e dei singolari eventi che si verificarono; e in qual modo il vecchio marinaio fece ritorno in patria”. L’attitudine, la volontà di spiegare è presente in tutta l’opera di Coleridge. E ogni lassa della Ballata ha una spiegazione in prosa. Così vi proponiamo alcune lasse con la spiegazione: l’incipit. Il volumetto ha l’introduzione di Ettore Canepa; traduzione e cura di Alessandro Ceni. Il volumetto è stato edito da Feltrinelli nel 1994; quella del 2019 è la tredicesima edizione. Nessun problema a procurarsene una copia. Scrive Ettore Canepa: “Come in tutte le grandi opere dell’umanità, anche nella Ballata del vecchio marinaio è in atto una fusione perfetta di immagine e di pensiero”. Nel libro c’è anche la poesia Kubla Khan.

Pierangela Rossi

 
 
 
 

Un vecchio marinaio s’imbatte in tre baldi ed azzimati gentiluomini invitati a una festa nuziale e ne trattiene uno.

 
 
È un vecchio marinaio
e ferma uno dei tre.
“Per la tua barba grigia e l’occhio scintillante,
perché mi hai tu fermato?
 
Si aprono le porte dello sposo
ed io ne son parente stretto;
gli ospiti s’incontrano, la festa inizia:
puoi sentirne l’allegro frastuono”.
 
Egli lo tiene con la scarna mano,
“C’è una nave”, disse.
“Smettila! Via la mano, vecchio pazzo!”
Subito la sua mano lo lasciò.
 
 

L’ospite alle nozze è come ammaliato dallo sguardo del vecchio uomo di mare ed è costretto ad ascoltarne la storia.

 
 
Egli lo tiene con l’occhio scintillante,
immobile rimane l’ospite alle nozze
e ascolta come un bambino di tre anni:
la volontà del marinaio lo vince.
 
L’ospite siede su una pietra;
non ha scelta, può solo ascoltare;
e così parlò quell’uomo antico,
il marinaio dagli occhi luminosi.
 
“La nave fu salutata, il porto oltrepassato,
allegramente scomparimmo
oltre la chiesa, oltre la collina,
oltre la cima del faro”.
 
 

Il marinaio racconta come la nave fece vela verso sud con vento favorevole e tempo buono finché non toccò l’equatore.

 
 
Il sole spuntava a sinistra,
fuori dal mare veniva!
Folgorava luminoso.
e quindi a destra
riaffondava in mare.
 
Più alto alto ogni giorno di più, finché
a mezzogiorno fu dritto sopra l’albero.
L’ospite nuziale si batte il petto,
ode il richiamo del sonoro fagotto;
 
 

L’invitato ode la musica nuziale; ma il marinaio prosegue nel suo racconto.

 
 
la sposa, rossa come una rosa,
ha preso posto in sala e
salutando col capo le vanno innanzi
gli allegri menestrelli
 
L’ospite nuziale si batte il petto
e così parlò
quell’uomo antico,
il marinaio dagli occhi luminosi.
 
 
 
 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.