Rutger Kopland

Rutger Kopland

 
 

Nel 2004 ha raccolto le poesie dal 1966 (Prima della scomparsa e dopo) ed è morto nel 2012. Rutger Kopland (nato a Goor nel 1934) è stato uno dei maggiori poeti olandesi. Nelle sue poesie, nota Paolo Ruffilli in questo gioiello delle Edizioni del Leone, siamo nell’Olanda dai sapori forti di terra e letame, l’Olanda della nebbia con i cavalli e le mucche che galleggiano “come in un acquitrino. Non nell’Olanda dei mulini a vento e dei tulipani.

 Scrive Ruffilli: “C’è in giro quell’eterno vibrare che ci arriva con il mare o con il soffio del vento. C’è un senso di attesa ovunque nel mondo, un’aspettativa di bene anche se “non è stato l’amore a farci” e “ci ha fatto uno strumento noncurante, attento, paziente, lo stesso che tornerà ad annientarci”. Si sta come dentro un acquarello di Van Hoogdalem, nella casualità degli oggetti in un interno: la parete, il tavolo, le sedie, il pavimento… Ma ciò che per un attimo li unisce è una luce soffusa che irrompe dalle immagini, tutto ‘si colora con una punta di rosso’.

Rutger Kopland, pseudonimo di di Rutger H. van den Hoofdakker, è uno dei più letti poeti neerlandesi. È stato tradotto in più di venti lingue. Dirigeva il Dipartimento di psichiatria biologica a Groninga.

Pierangela Rossi

 
 
 
 
Sorbi
 
Praticare la poesia significa
constatare con la massima
accuratezza che per esempio
nel primo mattino
i sorbi mostrano innumerevoli lacrime
come un disegno dell’infanzia
così tante e così rosse.
 
 
 
 
 
 
Salmo
 
Ricchi pascoli e placidi canali
sulla carta da parati in camera mia
bimbo pauroso ci ho
creduto
 
quando la mamma aveva pregato per me
e per un altro giorno m’aveva
perdonato io restavo
tra mucche e cavalli immobili
trovatello in un mondo
d’erba
 
ora che di nuovo devo andare
per le terre di Dio non trovo il passo
su cui poter tornare, soltanto
una piccola mano nella mia
che si contrae quando i corpi enormi
delle bestie gemono e sbuffano
pacifici.
 
 
 
 
 
 
Eden
 
Con un bicchiere di birra guardando
dall’argine i giardini del villaggio
sentivo che era stato all’incirca
qui che il sole stava alto nel cielo
appena annuvolato e non c’era vento
tra quei pioppi e grosse mele rosse
splendenti con soffice tonfo
cadevano dai rami sull’erba
tra le immobili camicie ordinarie
l’unico segno di vita.
 
 
 
 
 
 
Andar via
 
Andar via è diverso
da uscire furtivi di casa
chiudendo piano l’uscio
sul proprio passato e non
ritornare. Tu rimani
una persona che viene aspettata.
 
Andar via si può definire
Una specie di permanenza. Nessuno
Ti aspetta perché ci sei ancora.
Nessuno prende commiato da te
Perché non vai via.
 
 
 
 
 
 
 

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