Roberto Castillo Udiarte (Messico) – ita/espa


 
 
Testimonianze
 
I
 
“Con i miei 72 anni star fuggendo e senza aver commesso un delitto”
dice il signor Benigno
I nipoti gli saltano intorno senza capire l’affermazione
di un uomo spogliato da un violenza a lui sconosciuta.
 
“Ho perso la casa, la terra, tutto
e sotto la pelle l’impotenza mi graffia l’anima”;
il suo sguardo d’acqua chiara bagna il paesaggio e si fa sera
mentre un ricordo vola come un corvo al nido.
 
Lontane si sentono intermittenti sparatorie
 
 
II
 
“ A che ti dedichi?” chiede il colonnello;
“Faccio quello che più mi piace, pescare…”
dice il nativo pescatore dalla sua lancia,
però i militari non ascoltano e a colpi di calcio di fucile
lo gettano nell’acqua calda del golfo millenario;
l’acqua si tinge di rosso, i pesci fuggono; si fa sera.
 
 
III
 
Da sempre ho sognato d’essere felice,
avere un marito, una figlia e un lavoro stabile,
costruire una casetta sulla riva del deserto
e che la finestra della cucina desse al sole
che nasce dietro la montagna,
un giardino di cactus circondato dai rami dell’ocotillo
e la finestra della mia stanza a guardare la luna.
 
Però un inverno sono stata accoltellata
Gettata nella notte, senza il mio braccio, senza il mio cuore.
 
 
IV
 
“Vivo in esilio senza volere
e non conosco la lingua di questa nuova terra
la mia testa è un labirinto di nomi
e strade sconosciute, cibi strani
storie che non mi appartengono come le parole;
porto la nostalgia nelle mie tasche, nelle scarpe
e la mia famiglia sta nel cimitero del mio paese
dove non posso tornare, dove non devo tornare.”
 
 
 
 
 
 
Testimonios
 
I
 
“A mis 72 años, andar huyendo y sin delito.”
dice Don Benigno.
Los nietos revolotean sin entender la declaración
de un hombre desposeído por la violencia ajena a él.
 
“He perdido casa,, tierras, todo
y bajo mi piel la impotencia me rasga el alma”;
su mirada de agua clara moja el paisaje que atardece
mientras un recuerdo vuela como el cuervo al nido.
 
A lo lejos se escuchan balaceras intermitentes.
 
 
II
 
“¿A qué te dedicas?” predica el coronel;
“¡Yo hago lo que más me gusta, pescar…”,
dice el pescador nativo desde su lanchón,
pero lo militares no escuchan y, a culetazos,
lo arrojan al agua cálida del golfo milenario;
el agua se tiñe roja, los peces huyen; atardece.
 
 
III
 
“Siempre soñé en ser feliz,
tener marido, una hija y un trabajo estable,
construir una casita a la orilla del desierto
y que la ventana de la cocina diera el sol
que nace detrás de la montaña,
un jardín de cactus cercado por ramas de ocotillo
y la ventana de mi cuarto de cara a la luna.
 
Pero un invierno fui apuñalada,
arrojada a la noche, sin mi brazo, sin mi corazón”
 
 
IV
 
“Vivo en el exilio involuntariamente
y no conozco el idioma de nueva tierra;
mi cabeza es un laberinto de nombres
y calles desconocidas, alimentos extraños
historias quer me son ajenas igual que las palabras;
traigo la nostalgia en mis bolsillos, los zapatos,
y mi familia está en el cementerio de mi país,
al que no puedo volver, al que no debo volver”
 
 
Traduzione di Antonio Nazzaro
 
 
 
 

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