POESIA A CONFRONTO – Elettrodomestici

POESIA A CONFRONTO - Elettrodomestici

 
 

POESIA A CONFRONTO – Elettrodomestici
D’ELIA, MAGRELLI, OLDANI

 
 

Gli elettrodomestici, divenuti sempre più elementi imprescindibili della casa, hanno spopolato a partire dagli anni del boom economico fino a diventare oggi una sorta di “fauna tecnologica” che è parte integrante delle nostre vite, integrandosi con esse in modo sempre più pervasivo. Non sorprende quindi che la loro presenza sia sempre più rilevante in poesia, diventando essi stessi non solo elementi di corredo ma protagonisti della poesia stessa.

Nella poesia di D’Elia assistiamo a un vero e proprio inno all’impoetico: la varietà di suoni e timbri che originano dagli elettrodomestici diventa esso stesso indizio delle vite, loro traccia sotterranea che ne svela “l’irritante e il cordiale”, che culmina con l’apparizione, discreta e misteriosa, di quella “fiammella” azzurrognola del boiler che prende la forma di “fiamma votiva”, quasi a ricordarci chi siamo.

Nella poesia di Magrelli protagonista indiscusso è il televisore (Ecce Video), “sfera di cristallo” della contemporaneità, che, abbandonata la sua missione di presentare “palinsesti e albaparietti” (magnifico neologismo), anche lui, come il suo padrone defunto (E.H. come Ecce Homo), sembra scomparire nel nulla di un “effetto neve” che subentra alla sequenza straniata di “(goal, quiz, clip, news, spot, film, blob, flash, scoop, E.T.)”. La sorte dell’uomo e dell’elettrodomestico si ibridano ed equivocano vicendevolmente, i confini si assottigliano quasi a svanire.

Un procedimento simile avviene anche nella poesia di Oldani, ma per contrasto. Ciò che resta dell’amore è l’avvinghiarsi dei panni nel “groviglio” della lavatrice: sono loro gli amanti superstiti, mentre i loro padroni “se si afferrano è alla gola”. La poesia, fedele alla poetica del Realismo Terminale, che vede Oldani fra i suoi fondatori, si apre con il procedimento, propugnato dal movimento, della “metafora rovesciata” (“la centrifuga gira come un mondo”), a voler dimostrare il capovolgimento della gerarchia uomo-macchina / natura-tecnologia.

Fabrizio Bregoli

 
 
 
 
GIANNI D’ELIA
(Da Segreta – Einaudi, 1989)
 
E il ronzare del frigo, intermittente, tremìo
il rumore subacqueo dei caloriferi,
una sirena che attacca, il continuo
slanìo dei televisori, appena spenti…
 
Qualche colpo di tosse, gli sciacquoni,
l’adiacente distanza dei viventi, ecco
ciò che a notte già avanzata senti,
l’irritante e il cordiale della vita…
 
Ma c’è una fiammella stupita, nella casa
nuova, che anche nelle altre illuminava,
l’azzurrognolo tremulo del boiler, che alza
una combusta vampa, riattizzando la fiamma votiva…
 
 
 
 
 
 
VALERIO MAGRELLI
(Da Poesie 1980-1992 e altre poesie – Einaudi, 1996)
 
ECCE VIDEO
 
In memoriam E. H.
ritrovato nel suo appartamento
nove mesi dopo il decesso
seduto davanti alla tv

 
I.
 
Morì fissando il suo Televisore
la sfera di cristallo del presente,
guardava il Niente e ne vedeva il cuore,
cercava il Cuore e non vedeva niente.
 
Chi sfidò il lezzo del buio malfermo
si accorse che veniva dall’Illeso,
non dal Morto, ma dal Morente Schermo,
non dal Corpo, bensì dal Video acceso.
 
Carogna divorata dagli insetti,
il Monitor frinisce e brilla breve
senza più palinsesti e albaparietti.
 
La Sua vita larvale svanì lieve
(goal, quiz, clip, news, spot, film, blob, flash, scoop, E.T.),
circonfusa di niente, effetto neve.
 
 
 
 
 
 
GUIDO OLDANI
(da Il cielo di lardo – Mursia, 2008)
 
LA LAVATRICE
 
la centrifuga gira come un mondo
e i suoi abitanti sono gli indumenti
riposti dalla coppia dei congiunti.
si avvinghiano bagnati in un groviglio
i rispettivi panni in capriola,
sono rimasti questi i soli amanti,
quegli altri se si afferrano è alla gola.
 
 
 
 

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