Pillola di poesia di Piera Oppezzo

Pillola di poesia di Piera Oppezzo

 
 

Piera Oppezzo è senz’altro una delle voci più autorevoli in poesia per quanto riguarda i temi della disperazione, della solitudine e della paura. Sono infatti i contenuti prevalenti della sua raccolta Una lucida disperazione. Anche se quelle cantate dalla poeta hanno una natura più intimistica ed esistenziale possono essere una miniera all’interno della quale attingere ora più che mai perché alla fine si tratta di un sentire ancestrale che può e deve essere attraversato senza nulla negare. Semplicemente nell’atto di attraversare la paura, la solitudine e la disperazione per quello che sono; insomma prendendone le distanze. Le stesse distanze che ci vengono imposte fisicamente attraverso il “distanziamento sociale”.

Solo grazie alla consapevolezza e prendendo una certa distanza questi sentimenti possono essere utilizzati e trasformati a livello individuale e collettivo. Medicalizzando il Covid, evitando cioè di comprendere gli effetti psicologici sugli individui, stiamo perdendo di vista un aspetto molto importante e cioè quello che Bateson definiva come “ecologia della mente”.

Spesso al tema ecologico viene associato il concetto di pulizia. Ora diremmo di igiene totale che rende, nei fatti, asettico il nostro vivere. La paura non può essere eliminata. Dobbiamo convivere anche con lei perché, come sottolinea nell’ultimo verso la Oppezzo, la paura è necessaria.

Per cosa? Innanzitutto perché ci insegna a proteggerci ma anche a capire dentro di noi cosa lavora quando abbiamo paura. Troppo frequentemente la paura viene assimilata al fastidio ma il fastidio che proviamo, se analizzato a fondo, può essere molto utile per comprendere i pregiudizi che abbiamo e invitarci a superarli. Fastidio e paura però possono cristallizzarci come individui e collettività che non deve iniziare solo a produrre per il consumo ma deve essenzialmente uscire da una stagnazione mentale frutto del tempo claustrale della quarantena e della pigrizia di anni di sistematica e meticolosa furbizia.

I giorni che ci attendono saranno duri ma occorre essere desiderosi non solo della scoperta del vaccino perché non saremo mai liberi e in pace con noi stessi e con gli altri fino a quando non ci diciamo le cose e non le diciamo agli altri proprio come la Oppezzo ha fatto nella sua poesia e nella sua raccolta edita da interlinea edizione.

Ilaria Grasso

 
 
 
 
Necessità della paura
 
una violenta spinta reattiva
assolutamente mancante coordinazione
estende a tutti i livelli
l’arresto di ogni azione
anche se apparentemente si procede attivi
senza fatica eccessiva progettando
non mancano spettri
quando si commentano
alcuni lati della situazione
 
le scarse azioni
fondate sui significati
in definitiva promossi dalla paura
sconnesse le funzioni di un atto
appena compiuto si avverte
che il grado di coscienza possibile
instaura la NECESSITA’ DELLA PAURA
 
 
 
 

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