Pillola di Poesia di Milo de Angelis

foto di Dino Ignani

 
 

In occasione del compleanno di Milo De Angelis ho scelto questa poesia dalla quale traspare il suo impegno di insegnante ed educatore (dovrebbero coincidere, spesso così non è). La scena cardine è quella di una gita di ragazzi. Il poeta li vede nel guizzo del gioioso entusiasmo a giocare. I ragazzi si muovono e si muovono ognuno a modo proprio. Chi li guarda sa della loro diversità e unicità e lo tiene e lo terrà a mente sempre. Forse i ragazzi ancora non lo sanno e si rincorrono nel prato. Forse questa consapevolezza ancora non c’è ma ci sarà. Qualcuno di loro crede di aver preso possesso di un altro ma così non è. Non è quello il cardine della vita e dell’educazione. Un vero educatore ascolta, riconosce, incoraggia e libera proprio come fa un poeta. Essere in grado di aiutare gli altri a entrare nelle dimensioni insondabili dell’esistenza e accompagnarlo ad attraversare le ombre che inquiete si muovono dentro gli esseri umani non è cosa semplice ma un poeta e un educatore questo sa e deve fare. La poesia insegna proprio questo conciliarsi con sé stessi e con la vita. Insegna anche a convivere con le paure più profonde e tutta una gamma di emozioni o sentimenti talmente forti che quasi da soli non si sostengono. Ecco che l’insegnante come il poeta è lì a svelare le verità ma senza protagonismo. Ti fa capire la tua parte nella scena del mondo e poi come un mago sparisce senza provocare angoscia ma con la felicità di chi ha liberato.

Ilaria Grasso

 
 
 
 
LA GITA CON GLI ALUNNI
 
Nel prato, dici, sono diversi.
Ma non loro adesso: tutti:
questa volta la festa sarà vissuta
con gli alberi, gli inseguimenti.
 
Corrono. Uno, con enorme fiducia nel tempo,
dice “ti ho preso”.
 
Noi giochiamo a mago-libero.
 
 
Dalla sezione MOVIMENTI BREVI di TUTTE LE POESIE (Mondadori)
 
 
 
 

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