Pillola di Edna St. Vincent Millay

Pillola di Edna St. Vincent Millay

 
 

Di recente Poesia, la storica rivista internazionale di cultura poetica, non si trova più in edicola ma in libreria. Il primo numero della nuova versione relativo al mese di maggio e di giugno appare ai miei occhi molto elegante nella veste grafica. Le illustrazioni di Riccardo Vecchio impreziosiscono ulteriormente il volume. Ecco l’altra novità è il formato. Non è più una rivista fatta di pagine patinate e lucide ma è un vero e proprio libro in brossura e la copertina è semirigida con tanto di alette. I contenuti sono pressocché simili al vecchio format e anche la cura per le traduzioni e le recensioni/introduzioni ai versi di autori italiani e stranieri. La rivista Poesia mantiene comunque il suo carattere militante come ha scritto Nicola Crocetti, lo storico editore, direttore della rivista e instancabile divulgatore e traduttore della poesia in Italia.

Pillola di Poesia - Crocetti/Feltrinelli

“A voi, il più fedele ed esigente pubblico del mercato editoriale, la nuova << Poesia >> continua a volersi rivolgere, con l’impegno e la promessa, condivisa dalla redazione e dai collaboratori, di mantenere inalterata la passione, la libertà di idee e il rigore delle scelte che l’hanno contraddistinta fin dall’inizio, nel collaudato intento di proporvi il meglio della produzione poetica italiana e internazionale”

In questo numero troviamo versi inediti di Milo De Angelis e di Roberto Sanesi e poesie di Valeria Rossella, Daniele Piccini oltre a numerosi e ghiottissimi contributi di critica poetica. Appassionato il contributo di Nicola Crocetti al suo adorato Ghiannis Ritsos che mostra l’affetto e la stima che Crocetti ha sempre avuto per il poeta greco. Il loro è un bellissimo esempio di amicizia tra uomini di cultura e di raffinata e consistente sensibilità. La poesia che ho scelto è di Edna St. Vincent Millay, una voce poetica femminile molto interessante. Potete trovare all’interno della rivista una nota critica e biografica a cura di Silvio Raffo. Nell’articolo apprendo che è la prima sostenitrice del femminismo in America. Ha una madre “dal fine intelletto e grande apertura mentale” e un padre inaffidabile che probabilmente ha influito sulla sua scarsa fiducia negli uomini. È chiaro nella poesia che leggiamo oggi quanto per lei avvicinarsi a un uomo voglia dire mettersi in una condizione di pericolo e allora lei scrive versi come mantra per proteggersi e decostruire verso dopo verso l’uomo e la sua vanità o meglio dire la sua effimera bellezza. Nel compararla alla bellezza dei fiori si rende conto che è una persona per la quale non vale impegnarsi più di tanto ma nel frattempo non può farne a meno. È ancestralmente legata e condizionata proprio come con il padre. E della figura maschile Edna non può farne a meno anche quando il legame è tossico rimanendo però sempre in piedi consapevole che la sofferenza generata da un legame così nocivo possa, in alcuni casi condurre alla morte. Ma non la sua. Resiste in vita come in poesia.

Ilaria Grasso

 
 
 
 Tu no, non sei più bello dei lillà
 
Tu no, non sei più bello dei lillà,
Del caprifoglio, né più fascinoso
Di un papavero candido; io non posso sopportare
La tua bellezza, e benché a te m’inchini,
 
Benché a sinistra e a destra volga gli occhi
In nessun luogo da te trovo scampo –
Lo giuro – nella nebbia o al chiar di luna.
Come chi la sua dose di veleno
 
Di giorno in giorno goccia a goccia aumenta
Finché dosi letali per decine
Di uomini può bere senza danno.
 
Anch’io, assuefatta alla Bellezza, bevo
Ogni volta di più, ma sopravvivo
Al danno che in alcuni danni uccide.
 
 
Traduzione di Silvio Raffo
 
 
 
 

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