Omar Kayyam

Omar Kayyam

 

Filosofo, matematico, astrologo, autore di un trattato di algebra e coinvolto dalla Corte a una riforma del calendario, Omar Kayyam, vissuto in Persia nel XII secolo, era ed è conosciuto soprattutto per le Quartine. Le quartine sono un metro chiuso, di tre versi fissi su un concetto, e un verso alla fine che è la morale poetica che ne consegue. Molto amato in vita dal popolo, fu perseguitato e accusato di empietà per i numerosi riferimenti al vino. Il vino è un po’ il simbolo delle piacevolezze della vita, fuggevoli a volte, che alleviano la pesantezza. Più in generale, i temi di Kayyam, sebbene svolti poeticamente, sono filosofici: la mistica, la vita, la morte, il passare del tempo, piaceri e tristezze della vita. Si attribuiscono a Kayyam molte più Quartine di quelle raccolte tradizionalmente sotto questo nome (un’edizione Bur superclassici del 1997 presenta le Robayyat del primo manoscritto tramandato).

Pierangela Rossi

 
 
 
 
Quartina 15
 
O cuore, fa’ conto d’avere tutte le cose del mondo
Fa’ conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
E tu su quell’erba fa’ conto d’esser rugiada
Gocciata colà nella notte, e al sorger dell’alba svanita.
 
 
 
 
30
 
Perché non possiamo fare più lunga o più breve la vita
È inutile affliggere il cuore col “più” e col “meno”
Non possiamo plasmare il nostro destino
Come fosse tenera cera e come l’animo nostro vorrebbe.
 
 
 
 
33
 
Non ricordare il giorno passato
E non perderti in lacrime sul domani che viene:
Su passato e futuro non far fondamento
Vivi dell’oggi e non perdere al vento la vita.
 
 
 
 
39
 
Non rimpiangere il giorno che è stato e non temere quello che viene
Non affidarti ai tuoi desideri, a quello che c’era o che ancora deve arrivare
Non far scomparire i tuoi giorni nel nulla,
Fa’ in modo che l’oggi sia fonte di gioia e spensieratezza.
 
 
 
 
81
 
Se bevi vino, bevilo insieme ai sapienti
O insieme a una bella fanciulla dal volto di tulipano
Non prenderne molto, né di frequente, né in pubblico.
Ma poco, ogni tanto e in segreto.
 
 
 
 
93
 
Nessuno ha mai messo la mano su una guancia di rosa
Senza che il Fato gli mettesse una spina nel cuore
Come il pettine: se non è cento volte tagliato
Non può toccare i riccioli di una bella fanciulla.
 
 
 
 
116
 
L’Eccelso mi ha sopraffatto con i suoi doni
E mi ha sedotto con l’amore per l’amica.
Ha modellato nel mio cuore una chiave
Che apre i respiro delle mie rime.
 
 
 
 
174
 
Sai perché all’aurora il gallo mattiniero
A ogni momento ripete il suo canto?
Perché hanno mostrato nello specchio dell’alba
Che un’altra notte di vita è trascorsa: tu no
 
 
 
 

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