Nel nome del mare – Cinzia Demi

Nel nome del mare - Cinzia Demi
Nel nome del mare, Cinzia Demi (Carteggi Letterari edizioni, 2017)

L’ultima raccolta di Cinzia Demi è un canto lucido e nostalgico Nel nome del mare, ma anche della sabbia ferrosa e dorata e delle pietre portanti della sua città di origine: Piombino. I versi fluiscono come onde e come onde spingono sulla battigia ricordi splendenti di un’infanzia perduta mentre la “milizia del tempo” procede indisturbata con passo costante; tuttavia non c’è rimpianto nei testi bensì una consapevolezza del tempo che scorre e del mutamento dello sguardo e delle cose. Come spiegato nella nota introduttiva dell’autrice, tutta la raccolta è attraversata da un sentimento filiale nei confronti di questo elemento fortemente simbolico, un mare-padre che ci origina e, forse, ci dimentica essendo noi innumerevoli suoi figli, destinati spesso ad allontanarci da lui, ma consapevoli dell’urgenza di ritornare ogni volta se ne senta il bisogno.

Emblematici sono i versi della raccolta Mediterraneo (inserita in Ossi di Seppia) di Eugenio Montale, citato nella nota di Cinzia Demi. In particolare:

 

Pur di una cosa ci affidi,
padre, e questa è: che un poco del tuo dono
sia passato per sempre nelle sillabe
che rechiamo con noi, api ronzanti.
Lontani andremo e serberemo un’eco
della tua voce, come si ricorda
del sole l’erba grigia
nelle corti scurite, tra le case.

 
E, in un felice parallelo, Cinzia Demi scrive:
 

quanto conta la tua impronta
quanto rimane dell’essere nati con te

 
e ancora

 
non tornare più   magari ci provo
a lasciar scivolare quest’acqua di sale
nel fondale dei giorni già nuovi
a issare le vele    e a volare
a trovare casa   lontano
dal tuo maestrale…

 

Come afferma Fabio Canessa nella prefazione “Rivedere quei luoghi non significa crogiolarsi nel passato” ma “significa al contrario tracciare le coordinate della propria formazione, umana e poetica” fuggire e soffrire/amare e morire. Cinzia Demi torna per stringere più forte il legame con i suoi luoghi, con il Golfo di Baratti, con la scalinata di Cittadella, con Piazza Bovio, magnifica terrazza sul mare, culla dove riposare e dove ritrovare le rotte del suo camminare consapevole della distanza che il tempo e lo spazio hanno creato ma forte dell’intensità del sentimento che ad ogni ritorno si rinnova.

 

Michele Paoletti

 
 
 
 

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