Michael Krüger

Michael Krüger
 
 

Michael Krüger (nato nel ’49 a Wittgendor, in Sassonia) è uno scrittore, editore e traduttore tedesco. È cresciuto a Berlino. Ha ricevuto premi importanti a livello europeo ed è nella giuria di altrettanto importanti premi. Vive a Monaco di Baviera, dove dirige una  casa editrice Scrittore prolifico. È un’instancabile curatore di libri di poesie. Per Poco prima del temporale (Frassinelli, 2005, da cui sono tratte le poesie epigrammatiche), Claudio Magris aveva scritto: “La storia, dice una bellissima poesia di Michael Krüger, accelera e l’uomo si scopre… E cosa fa quest’uomo rimasto indietro, impotente ma vivo… sensibile a tutte le vibrazioni, le sfumature, i terremoti, i brividi e i teneri palpiti di quel suo tempo che, come egli intuisce genialmente, l’ha già scavalcato? Scrive poesie”.

Pierangela Rossi

 
 
 
 
La donna che legge
 
Quando ti penso, vedo
una donna, che legge all’ombra.
Sotto la lingua nasconde una lingua,
che non rifugge il buio.
Legge così piano, perché io senta:
“Mi sorridevano, come sorridono i morti,
quando ci vedono pensare
che loro non sono più in vita”.
Le lettere si alzano davanti a lei
E abbandonano il libro, che sta leggendo,
nell’istante stesso in cui ti penso.
 
 
 
 
 
 
Fine estate
 
Le lettere alla luce ritornano ad essere
Più lunghe, incise su fogli
Spensierati, i racconti vagano
Con il sole, lievi e loquaci,
si è dileguata in fretta la festa ambigua.
L’universo delle possibilità cresce
Con l’ombra. Solo un tale dice:
tutto resta come era.
Come un ladro il vento ci tira via
I vestiti, è l’acqua
Non ha più tempo per essere discreta.
 
 
 
 
 
 
Cicale
 
Chi sogna la smisuratezza,
lo spazio infinito, che si inarca
sullo spazio e senza eco assorbe
la chiamata nel suo meriggio eterno,
lo vedremo presto sotto gli alberi
a fare servizio d’ombra: il crepuscolo intero,
radicandosi nel socievole,
spodesta la lontananza senza limiti.
Ed ogni parola, che viene detta,
è resa a pezzi dalle cicale.
 
 
 
 
 
 
Necrologio per un filosofo
 
Voleva sempre rimpicciolirsi
affinché la ragione potesse dispiegarsi.
Quando non era sicuro delle sue lacrime,
piangeva silenziosamente dentro di sé.
 
 
 
 

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