La ragazzina di Vermeer – Adam Zagajewski

La ragazzina di Vermeer - Adam Zagajewski
 

La ragazzina di Vermeer di Adam Zagajewski (Edizioni del Leone 2010)

 

Conoscete poesie mistiche e mondanedi contemplazione e vita quotidiana, senza che gravi l’ironia ma dal sapore esistenzialista? Tutto questo c’è in Adam Zagajewski. In La ragazza di Vermeer ( Premio Europeo 2010) di Adam Zagajewski la poesia eponima recita:

 
La ragazzina di Vermeer, ora famosa
mi guarda. Una perla mi guarda.
Le labbra della ragazzina di Vermeer
sono rosse, umide e luminose.
 
Ragazzina di Vermeer, perla,
turbante blu: tu sei tutta una luce
e io sono fatto d’ombra.
La luce guarda l’ombra
con tolleranza. Forse è pietà
 

Conosciuto in Polonia come poeta dissidente e leader dal ’68, aveva toccato l’intelligenza e il cuore di studenti e intellettuali negli anni ‘70. Poi ha sentito tutto il limite della poesia politica ed è emigrato a Berlino, a Parigi (fino al 2002), ha insegnato scrittura creativa prima alla Houston University e ora alla Chicago University. È del ’45, ed è nato in Ucraina, a Leopoli, città dove non ha mai vissuto ma che è diventata una forza dell’immaginario, come nota Paolo Ruffilli. Nella Ragazzina di Vermeer una poesia struggente ed estesa è dedicata proprio a Leopoli. La chiusa:

 
[…]
e la cattedrale tremava, ci si salutava al mattino
senza i fazzoletti e senza lacrime, labbra
così asciutte, non ti vedrò più, così tanta morte
ti aspetta, perché ogni città
deve diventare Gerusalemme e ogni
uomo un ebreo e ora di fretta, appena,
fare i bagagli, sempre, ogni giorno,
e andare senza fiato, andare a Leopoli, eppure
esiste, quieta e pura come
una pesca. Leopoli è ovunque
 

Si veda come spezza i versi prosastici.

Il giudizio di Derek Walcott: le sue parole ti entrano dentro piano piano. E’ una voce quieta all’angolo dell’immensa devastazione di un secolo oscuro, più intima di quella di Auden, cosmopolita come quella di Milosz, Celan, Brodskij.

Zagajewski è religioso: si rivolge all’anima e la descrive Antigone nel deserto greco. Nuotare è come una preghiera, nota, le palme sono unite e divise, quasi senza fine.

E che posto ha la gioia nella vita del poeta? La gioia è nelle prime ore del mattino, quando ancora non scrive, ancora sente così tanto durante una malattia. Oppure prima di addormentarsi, quando sente i sogni arrivare da ogni parte. Ci sono poesie per Brodskji, Kieslowski, Paola Malavasi.

I libri di Zagajewski sono da biblioteca.

 

Pierangela Rossi

 
 
 
 
 
 
Trattato sul vuoto
 
In una libreria mi sono trovato per caso
accanto alla sezione di Tao
e, precisamente, accanto al “Trattato sul vuoto”.
Mi sono sentito felice, perché
quel giorno ero perfettamente vuoto.
Che incontro – così raro –
un paziente trova il medico,
il medico tace.
 
 
 
 
Per te
 
Per te – forse dormi adesso, in una nuvola
di sogni di lana – scrivo non solo questa poesia.
Per te, vincitrice, sorridente, bella,
ma anche per te, triste, sconfitta.
 
(anche se non capirò mai
chi potrebbe sconfiggerti!),
per te che non hai fiducia, non sei tranquilla,
per te scrivo una poesia dopo l’altra,
 
come se volessi un giorno – come una tartaruga –
giungere, con parole imperfette
e immagini, lì dove tu sei già da tanto,
lì dove ti ha portato il lampo della vita.
 
 
 
 
 
 
Separazione
 
Leggo quasi con invidia le opere dei miei contemporanei
su divorzi, distacchi, il dolore della separazione;
sofferenza, nuovo inizio, piccola morte;
lettere lette e bruciate, bruciare, leggere, fuoco, cultura,
rabbia e disperazione – un materiale splendido per una poesia riuscita;
un duro giudizio, talvolta una risata beffarda di superiorità morale
e contemporaneamente il trionfo definitivo della continuità sulla persona.
 
E noi? Non ci sarà un’elegia, sonetti sulla separazione,
non ci dividerà lo schermo di una poesia,
non si metterà tra noi una metafora riuscita,
l’unica separazione che ci sta minacciando ora è il sonno,
la profonda caverna del sonno, dove scendiamo separatamente,
– e mi devo ricordare sempre, che la tua mano,
quando la stringo, è fatta di sogni.
 
 
 
 

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