Joan Margarit (España, 1938)

Joan Margarit (España, 1938)

 
 

Poeta, ensayista y arquitecto español, es uno de los referentes de la lírica española. Su obra poética ha sido traducida en diferentes idiomas, y en sus textos se refleja su compromiso con la palabra. Sus versos reflejan experiencias en primera persona: “Triste Girona de mis siete años:/ en la posguerra de los escaparates”.

La intensidad de su contenido reflexiona sobre la función de la escritura:

“Es por los hijos muertos,
por los amores sin mañana:
por el mañana que amenaza
con un arma. Por toda la extensión
del nebuloso mal que no es noticia.
Por todo esto se escribe poesía”
 

Los ejes principales de Joan son la soledad, la derrota, los sueños perdidos; sus poemas contienen imágenes y paisajes de ciudades, plazas, bares y ritmo, trata temas incomodos y propone sus obra como una herramienta para querer, un consuelo ante la indigencia y la soledad.

Rocio Bolanos

 
 
 
 
No tires las cartas de amor
 
Ellas no te abandonarán.
El tiempo pasará, se borrará el deseo
-esta flecha de sombra-
y los sensuales rostros, bellos e inteligentes,
se ocultarán en ti, al fondo de un espejo.
Caerán los años. Te cansarán los libros.
Descenderás aún más
e, incluso, perderás la poesía.
El ruido de ciudad en los cristales
acabará por ser tu única música,
y las cartas de amor que habrás guardado
serán tu última literatura.
 
 
 
 
 
 
Lectura
 
Penetro en otras vidas.
Llevo días leyendo, pero ahora
alzo los ojos porque me doy cuenta
de que apenas sé nada de quien escribió el libro.
Me avergüenza no conocer
más que su lucidez. Toda supervivencia
es esta especie de conversación
silenciosa y sin tiempo. Es algo aterrador
y ocurre en el abismo de la mente,
un frío cielo azul en el que el amor es
la única forma de posteridad.
 
(De No estaba lejos, no era difícil, 2010)
 
 
 
 
 
 

Poeta, saggista e architetto spagnolo, è uno dei punti di riferimento della lirica spagnola. Il suo lavoro poetico è stato tradotto in diverse lingue e il suo impegno nei confronti della parola si riflette nei testi. I versi rispecchiano esperienze vissute in prima persona: “Triste Girona dei miei sette anni: / nel periodo postbellico delle vetrine”. L’intensità del contenuto si riflette sulla funzione di scrittura:

“È per i bambini morti,
per gli amori senza domani:
per il domani che minaccia
con una pistola. Per tutta l’estensione
del male nebuloso che non è una novità.
Per tutto questo si scrive poesia”

 

I temi principali di Joan sono la solitudine, la sconfitta, i sogni perduti; le sue poesie contengono immagini e paesaggi di città, piazze, bar e ritmi, tratta temi di disagio e propone le sue opere come uno strumento per amare, una consolazione di fronte alla miseria e alla solitudine.

Rocio Bolanos

 
 
 
 
Non gettare lettere d’amore
 
Non ti abbandoneranno.
Il tempo passerà, il desiderio si cancellerà
-questa freccia d’ombra-
e i volti sensuali, belli e intelligenti,
si nasconderanno in te, nel fondo di uno specchio.
Cadranno gli anni. Ti stancheranno i libri.
Scenderai ancora di più
e, anche, perderai la poesia.
Il rumore della città alle finestre
finirà per essere la tua unica musica,
e le lettere d’amore che avrai conservato
saranno la tua ultima letteratura.
 
 
 
 
 
 
Lettura
 
Penetro altre vite.
Ho dei giorni leggendo, ma ora
alzo lo sguardo perché mi rendo conto
che non so quasi nulla di chi ha scritto il libro.
Mi vergogno di non saperlo
più della sua lucidità. Tutta la sopravvivenza
è questo tipo di conversazione
silenziosa e senza tempo. È qualcosa di terrificante
e succede nell’abisso della mente,
un freddo cielo blu in cui l’amore è
l’unica forma di posterità.
 
 
 
 

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