Iman Mersal

 
 

بعد سنواتِ تأملهِ من الشُّباك
ووضْعِهِ أحياناً مع الحبوبِ المهدئةِ في حقيبةِ الظهرِ
فجأةً ينفجرُ الغرامُ من حيث لا تتوقع
الأمرُ لا يخلو من نوايا أدبيّة
مثلُ كَشْطِ الصدأ عن كلمة “غرام” نفسها
وغسْل كلماتٍ مثلِ “هَجْر”، “وصال”، “ضَنا”
من اللعاب الذي بلّلها أثناء الغناء.

 

إذا كنتَ شاعراً عربياً فلابد أنك كتبت عنه من قبل
ذلك أنك لا بدّ تُهت في صحراء الهوى سنوات
تبحثِ عن الحيوان الخرافيّ الذي يحتلُّ عينَ الماءِ الوحيدة
فتقتله
ثم تبكي جريمتك الحتمية من أجل شربة ماء
وحتى بعد دخولك إلى أمان العائلة
تظلّ شاعراً
الغرامُ سيئُ السمعة
الغرامُ أسوأُ موضوعٍ للكتابة ولا شك.

 

أبحثُ عن ملهمةٍ في كل قصيدة أقرؤها
يعلّقُ الشاعرُ مُلهمتَهُ على الحائط ويثبِّت أطرافَها بالمسامير
الصورةُ موضوعُ الاستيهام، تبدأ من عينيّ الضحيّة
وتنتهي حسب درجة القربِ من الحداثة – بين فخذيها –
أوعلى أحسن تقدير بالوعي بأنها ضحيّة.
لعبتُ هذا الدور في أوقات الفراغ
ولحسن الحظ لم أقابل شاعراً عظيماً قط
وخرجتُ من التجارب بكراهية المُلهمات.

 

جسرٌ من الشيفون
وعليكَ أن تعبرَ فوقه إلى الشاطئ الآخر
بالطبع ليس ذلك برّ الأمان،
أنتَ لن تصلَ إلى هناك كما أنت
لأنك للتوّ ستسقطَ في الماء الآسن
أكثر من يدٍ ستمتدّ لانتشالك ؛ لأصدقاءَ يظنون أنهم مجربون
وشعراءَ مهمتُهم تأمل السقوط وطبيبٍ نفسيٍّ يسلّي أرقَهُ
وليس من بينها يدُ الله فلا تحزن
ستخرجُ فجأة أصابع من إعلانات التجميل
لتمنَحك جلداً مصقولاً
وبعدها لن تخشى السقوط ثانية.

 

ينجح الغرامُ في جعْلنا أصلاءَ وأنانيين،
أنانيين بأصالةٍ وأصلاءَ في أنانيّتنا… ال

 

خ
ولا شيءَ يكفي
حتى ليبدو ذلك الذي قال أن القناعةَ كنزٌ لا يفْنى
وكأنّه ثبَّت الحواسَ في درجة الصفر
ماشياً صوب الصحراءِ
وهو يصفِّر بـلحنٍٍ يشبه: ” أنا أنت وأنت أنا”

 
 
 
 
After watching for it for years from the window
and tucking it with anti-depressants in a backpack,
love suddenly explodes where no one expects.
The situation does not lack literary intentions
like scraping rust off the word love
and washing words like abandonment, connection and weariness
from all the saliva that soaks them when they are sung.

 
If you are an Arab poet, you must have written about that topic.
You were probably lost for years in the desert of infatuation
seeking the mythological animal who occupies the only spring
so that you can kill it.
Then you weep regretting your preordained crime done only for a drink of water,
and even after you safely return to the family fold
you remain a poet.

 
Love has a bad reputation.
Love is the worst topic there is, no doubt.

 
I look for a muse in every poem I read.
The poet hangs his muse on the wall and straightens out her limbs with pins.
The image, which is the subject of inspiration, begins with the eyes of the victim and ends according
to one’s proximity to Modernism—between her legs—
or at best, with a recognition of her victimization.
I played this role in my spare time,
and I was lucky that I never met a great poet.
I left those experiments with contempt for the muses.

 
A bridge of chiffon
and you must cross it to the other shore.
Of course this is not a safe harbor.
You will not be the same person when you reach it
because immediately you will fall into the brackish water.
More than one hand will try to snatch you, hands of friends who consider themselves experienced,
poets whose function is to witness the fall, and a psychologist wiling away his insomnia.
None of them will be the hand of God, so no need to worry.
Fingers from beauty-product commercials will reach for you
to offer you exfoliated skin,
and you will never fear to fall again.

 
Love succeeds in making us authentic and selfish,
authentically selfish and authentic in our selfishness … etc.
Nothing from then on will suffice
as if the one who had said contentment is an endless treasure
had affixed the senses at degree zero
and walked towards the desert
whistling a tune resembling I am you, and you are I.

 
 
 
 
Dopo aver guardato per anni dalla finestra
infilando antidepressivi nello zaino,
l’amore all’improvviso esplode, non te lo aspetti.
La situazione non manca d’intenzioni letterarie
come il raschiare ruggine dalla parola amore
e pulire parole quali abbandono, relazione e stanchezza
da tutta la saliva che le impregna quando sono dette.

 
Se sei un poeta arabo devi aver scritto di questo.
Probabilmente hai perso anni nel deserto dell’infatuazione
cercando l’animale mitologico che occupa l’unica primavera
perché tu lo possa uccidere.
Allora piangi deplorando il tuo crimine commesso per un bicchier d’acqua,
e anche se dopo torni al sicuro nell’abbraccio della tua famiglia
tu resti poeta.

 
L’amore ha una cattiva reputazione.
L’amore è la cosa peggiore che c’è, non c’è dubbio.

 
Cerco ispirazione in ogni poesia che leggo.
Il poeta appende la sua ispirazione al muro e stende i suoi arti con i chiodi.
L’immagine, che è l’oggetto dell’ispirazione, inizia con gli occhi della vittima e finisce
in relazione alla vicinanza che ha col Modernismo, – in mezzo alle sue gambe –
o nella migliore delle ipotesi, col riconoscimento del suo vittimismo.
Ho giocato in questo ruolo nel tempo libero,
e sono stata fortunata di non avere mai incontrato un poeta.
Ho lasciato questi esperimenti col disprezzo per l’ispirazione.

 
Un ponte di chiffon
e lo devi attraversare per arrivare all’altra sponda.
Ovviamente non sarà un porto sicuro.
Non sarai la medesima persona quando lo raggiungerai
perché cadrai subito in acqua salmastra.
Più di una mano cercherà di afferrarti, mani di amici che considerano esperti,
poeti la cui funzione è quella di testimoniare la caduta, e uno psicologo che si cura l’insonnia.
Ma nessuno di loro sarà la mano di Dio, quindi non c’è bisogno di preoccuparsi.
Le dita di un prodotto di bellezza ti raggiungeranno
per offrirti una pelle levigata,
e non avrai più paura di cadere ancora.

 
L’amore riesce a renderci autentici ed egoisti,
autenticamente egoisti, autentici nel nostro egoismo, ecc…
Nulla d’ora in poi ci basta
come se quell’uomo che aveva detto accontentarsi è un tesoro ineguagliabile
avesse sentito sulla pelle i zero gradi
e avesse percorso il deserto
fischiettando una melodia simile a Io sono te, e tu sei me.

 
 
Traduzione di Valentina Combo
 
 
 
 

VEDI ANCHE