Il climax e l’anticlimax (esercizio)

Il climax e l’anticlimax (esercizio)

Il climax, detto anche gradazione ascendente, è una figura retorica che consiste nel disporre più elementi del discorso secondo un ordine basato sulla crescente intensità del loro significato (climax ascendente) per creare un effetto di progressione che potenzia l’espressività del discorso.

Se l’intensità è decrescente si parla invece di anticlimax o di climax discendente.

È possibile avere un’intensità crescente (o discendente) di:

  • significati o immagini, ad esempio: “era una curiosità leggera / si insidiò come un’ansia / si fece un tormento morboso”;

  • verbi: “si allontanò / prese a correre via / scapicollò rovinosamente”;

  • sostantivi: “buco / fossato / precipizio”;

  • aggettivi: “spensierato / distratto / alienato”.

 

Traccia:

 

TEMA = libero.

METRO = libero.

SCHEMA = minimo tre, massimo sei strofe tetrastiche.

REQUISITI = utilizzare un climax (o anticlimax) di verbi, uno di aggettivi, uno di sostantivi. Opzionale: utilizzare un climax (o anticlimax) di significati o immagini.

 
 
Esempio:
 
Suggerisce una lacrima
una breve tristezza
che precipita rapida
in un pianto inumano;
 
il pensiero da lucido
si fa incerto e dubbioso,
la ragione vincendo
in un gorgo confuso.
 
Mi sussurro: “Resisti”,
ma il parlare mio è vano;
ribadisco: “Combatti”,
nel convulso gridare.
 
E quel che prima è tarlo
che il lume mordicchiava,
ormai è fiera e mostro,
che l’armonia divora.
 

Mario Famularo

 
 
 
 

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