Il 2018 della Samuele Editore

Il 2018 della Samuele Editore

 

Raccogliere un anno di Samuele Editore in poche righe appare, per questo 2018, un’impresa veramente complicata. Perché le cose fatte sono state molte, sono state importanti, e il rischio di dimenticare qualcosa o di dilungarsi in un resoconto interminabile è veramente altissimo.

La prima cosa da raccontare sono sicuramente i dieci libri che abbiamo pubblicato. Dieci, in dodici mesi:

 
 

Il nome di Dio di Paolo Maggis

Scrive Alessandro Canzian in prefazione: «La vita necessita di una lentezza che abbiamo dimenticato. Ed ecco allora che la poesia può diventare, o ritornare ad essere, semplice quanto luminoso racconto di un vissuto. In questa direzione Paolo Maggis consegna con la pulizia di un racconto in versi una parte della sua biografia dove la riflessione incontra la memoria alla ricerca di un senso, un punto fermo. Le due direttive di questo percorso non privo di paure, dolore, precarietà, attese e ripensamenti, sono un dramma e una nascita in una dimensione talmente interconnessa (anche se nella vita quotidiana non sempre è percepibile) da rendere in qualche modo l’una conditio sine qua non dell’altra. Ed è questa la cifra maggiore della poesia di un autore che di mestiere (se di mestiere si può parlare) non fa il poeta ma l’artista. Una serie di quadri dove apparentemente ci sono soluzioni di continuità e riferimenti abbastanza precisi ma, a uno sguardo più attento, tutto è posto sul piano onirico e sfuggente di un significato più alto. E non ci si lasci ingannare dal titolo Il nome di Dio perché il significato più alto non è spirituale ma più ampiamente umano, che parte dall’io e abbraccia il tutto. In questo si inserisce la riflessione sul termine Dio apparentemente ingenua ma che in realtà segna il raggiunto e maturato legame con l’esistenza: Dio come d’io, di me stesso. Un legame che è atto d’amore composto sia di perdita sia di nascita».
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Nissun di nun / Nessuno di noi di Francesco Indrigo

Scrive Gian Mario Villalta in prefazione: «Gli anni passati dal primo libro di poesie di Francesco Indrigo (Matetâs, Nuova Dimensione 2001) a questo Nissun di nun (Nessuno di noi), denso di luoghi e di volti, hanno approfondito e maturato, ma non alterato, una poetica che prende forza da una tenace passione per tutto ciò che affolla l’esistenza di tutti e lascia traccia di sé nella vita individuale. E se pure a volte è vivo il fastidio per questo affollamento, per lo spreco di vita che a volte perpetra, non viene mai meno la cura, l’attenzione donata anche a ciò che disturba o non si può accettare. Gli anni, infatti, non hanno portato via a Indrigo la sua naturale irruenza, quella gioia nel contatto pelle a pelle con la vita, e insieme il gesto palese di accoglienza o di rifiuto, ma hanno insegnato l’attesa e la meditazione, la consapevolezza del tempo che passa e molto porta via, rendendo più prezioso ciò che lascia. L’epigramma, la conflagrazione di elementi incongrui, lo sberleffo e la sorpresa linguistica che caratterizzavano, quasi vent’anni fa, Matetâs, hanno lasciato il posto, amplificati i mezzi espressivi, a un’ironia diffusa, che si insedia in una forma quasi narrativa, di voluta e arrischiata pronuncia dell’io che dà voce a un’esperienza e ne valuta la possibilità di condivisione. Tra i tratti salienti di questa raccolta c’è infatti anche la poesia sulla poesia, non solo sul fare poesia, che è più diffuso, ma una più originale considerazione sul leggere o, ancora di più, sull’empatia, sul patire la poesia, che è sempre – come la lingua è innanzi tutto degli altri – poesia degli altri».
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Scripta non manent di Sandro Pecchiari

Scrive Giovanna Rosadini in prefazione: «Quando si può dire che un’opera sia veramente finita? Quanto c’è di arbitrario nel prendere la decisione di chiudere e consegnare un libro, visto che è di scrittura che stiamo parlando? Trattandosi di poesia, come in questo caso, quindi di un tipo di linguaggio ad alto tasso emotivo, non necessariamente legato a un modello di sviluppo consequenzial-narrativo, le cose rischiano di complicarsi, e chiamano in gioco, più che in qualsiasi altro tipo di testo, la personalità dell’autore in questione. Che è l’unico a poter capire quando quello che ha scritto corrisponde al proprio vissuto del momento, quanto lo rappresenta e lo ha esaurito. Per lo meno nel caso di uno scrittore come Sandro Pecchiari, la cui poesia si muove nell’ambito di una tradizione lirica di stampo novecentesco, per la quale il legame con l’esperienza biografica è imprescindibile: la parola si alimenta del vissuto emotivo e dei sentimenti dell’autore. La parola poetica è quella che più compiutamente esprime e traduce, con i suoi cortocircuiti semantici e le sue feconde slogature sintattiche, il magma emotivo che si agita nell’uomo, impossibile da rendere con una ordinata sequenza di pensiero. Le emozioni sono matrici di poesia, e il poeta ha una relazione viscerale con i versi che scrive: solo lui è in grado di sentire se la sua opera è compiuta o meno».
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Ultima vela di Francesco Belluomini

Scrive Vincenzo Guarracino in prefazione: «”Un percorso da stato d’emergenza”, attraverso “differenti mondi”, ma con una stella polare, un punto di riferimento inderogabile dal principio fino alla fine, che è la poesia: coltivata e praticata direttamente o stimolata e promossa, con indefessa pazienza e fedeltà, a costo di fatiche e innumerevoli battaglie, nell’infido mare dell’esistenza, la poesia, intesa non solo nel senso più proprio di scrittura ma anche come continua messa in gioco e “invenzione” di sé sulla scena della vita, ha costituito per l’autore il fecondo lievito di progetti, propositi e realizzazioni nell’arco di almeno mezzo secolo, attraverso stagioni e libri e soprattutto attraverso la sua “creatura” più significativa e duratura, quel Premio di Poesia, autentico “monumento”, per sua stessa definizione, che, intitolato alla sua città, ossia Camaiore, continua a costituire, a partire dagli inizi degli anni Ottanta e a tutt’oggi, la testimonianza più viva e concreta di un amore sconfinato, capace di esporlo alle “raffiche di poppa” e ai “perigliosi fortunali” di malevoli e invidiosi inchiodandolo, “disarmato” ma tetragono, come un novello Ulisse, all’”albero del velame” della sua passione».
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Le filastrocche del Pangolino di Renato Gorgoni

Scrive Livio Sossi in prefazione: «Quello che ci propone qui Gorgoni è dunque un meraviglioso bestiario in versi, sulla scia di Nico Orengo, di Marco Zanchi, di Gianni Zauli e di Toti Scialoja e delle sue Poesie con animali; sulla scia del bestiario in versi di Arianna Papini dedicato agli animali estinti o in via di estinzione e del loro rapporto con l’uomo. Anche Gorgoni si sofferma soprattutto su questo rapporto e lo fa con garbata ironia, con leggerezza calviniana. Divertissement e tradizione nonsensistica sono presenti soprattutto negli incipit delle filastrocche di Gorgoni che ricordano e si ricollegano alle filastrocche della nostra tradizione orale, ai celebri ottonari del “Corriere dei Piccoli” e, in anni più recenti, ai componimenti di Nico Orengo (Canzonette), Giuseppe Pontremoli (Rabbia Birabbia) e, appunto, a certe poesie di Scialoja».
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Umani di Filippo Passeo

Scrive Ilaria Grasso in prefazione: «Umani è una raccolta di poesie piena di concretezza che non risparmia realismo, dolcezza, riflessioni sullo spazio e sul tempo, persino lievi venature erotiche. Non manca tra i versi un po’ celata, una riflessione sulla natura della genesi della poesia. Esistono infatti testi che nascono per un’intuizione perché sgorga così per caso, senza un progetto, inaspettata (Socchiudo gli occhi per acchiappare quell’idea / invece mi addormento per davvero / e la poesia si perde nei sogni). Ma esiste anche una scrittura poetica che necessita di un continuo fare e disfare per mettere costantemente in discussione il quadro prestabilito della realtà per far emergere in maniera chiara le ragioni autentiche dal profondo. Forte è la percezione di una costante volontà e impegno d’amore frutto di acute osservazioni, cambi di prospettiva, immedesimazioni come si evince dai titoli di alcune poesie della raccolta. Ad esempio in Dentro e fuori o Partenze e arrivi o ancora Dall’alto o Non solo andate dove Passeo ci offre immagini di un amore che sa essere anche “pensiero” oltre che sentimento. Questo amore rappresentato, è costantemente nutrito e il desiderio che si evince appartiene ad una chimica che non regola soltanto gli istinti animali ma anche una forza in grado di stabilire relazioni nella coppia e in tutti esseri umani».
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Le distrazioni del viaggio di Annalisa Ciampalini

Scrive Monica Guerra in prefazione: «Con un linguaggio chiaro e preciso, che già caratterizzava la sua precedente opera: L’Assenza, l’autrice si sporge ben oltre i confini del conosciuto addentrandosi, in punta di piedi, nelle aree grigie dell’ignoto. Se la poesia in tale pubblicazione era indagine introspettiva tra le pieghe del dolore, biografico e universale, tentativo di dire la vita dopo una perdita o un abbandono, in questa nuova raccolta ci consegna un creato dove nulla è separato e a sé stante e dove lo stesso vuoto, a ben vedere, contiene in sé le tracce di un pieno primigenio. L’oscurità deborda da La Notte – ultima sezione del libro e regno dell’immaginifico – affiorando sporadicamente nelle tre precedenti sezioni come portatrice di soluzioni che, paradossalmente, alla presenza della sola luce è impossibile avvistare. La tenebra accoglie il mistero, si fa indomita fonte necessaria alla visione d’insieme; conoscere la misura dell’ombra equivale al tentativo di approcciare l’inconoscibile, scovare l’anima-ombra delle cose, con la consapevolezza che qualsiasi forma di apprendimento terreno sarà comunque parziale. Il balsamo dell’onirico diviene fonte per sanare le ferite del quotidiano finanche della memoria, il sonno si fa luogo riparatore necessario non soltanto alla corporalità dell’individuo ma anche alla sua stessa psiche».
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Traversi
di Patrick Williamson

Scrive Luigi Cannillo in prefazione: «Anche solo a una prima lettura di questa raccolta risultano evidenti gli elementi della visionarietà e della dinamica del linguaggio poetico. I testi si susseguono sviluppando diversi schemi ritmici e compositivi: già dall’inizio, in Capanno, dove talvolta anche singoli elementi delle quattro quartine, visti in successione, producono un effetto di accumulazione e spinta reso ancora più efficace dall’uso dell’imperativo, secco ed essenziale: ‘Apri, l’aria mi rinfresca il collo,/ sbuccia le tenebre, tira giù/ la vecchia falce. Giornali umidi./ Ecco il fardello. Bruciali. […]’. Nelle poesie successive i versi si distendono progressivamente anche in misure più lunghe, talvolta raggruppati in distici o in strofe più corpose, o si spezzano. Ma anche in questi casi l’uso delle ripetizioni, delle anafore, di inaspettate parole flash segna un ritmo serrato. Anche là dove il passo sembra farsi più sospeso, più lirico, o le falcate diventano più fluide, la strutturazione dei versi e la scansione delle strofe segue sempre un percorso consapevole. E comunque le chiuse concludono efficacemente in modo perentorio: ‘Uno uscì per assistere/ Gli altri, appesi per la collottola’; oppure: ‘cercano di scavar fuori il ragazzo/ spellati le mani, o lavatele’. E, proprio nel verso conclusivo della raccolta, ‘siamo tutti strade ma un’unica soltanto’».
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Canti in Carnia di Gianni Moroldo

Scrive Maria Rosa Chiarot in prefazione: «I versi di Gianni Moroldo ribadiscono che la poesia nasce dalla piena maturità, non escludendo, naturalmente, che si possa essere maturi anche da giovani, essendo il genio quasi sempre precoce. Le sue poesie giungono con forza al cuore perché catturano ed esprimono verità profonde, il linguaggio è svelato e sincero, l’ispirazione vibrante. Come vibrante appare la personalità intellettuale ed umana di questo sorprendente “ragazzo” di circa ottant’anni che ha letto per tutta la vita i grandi autori “con lentezza perché ogni verso mi entrasse e rimanesse nello spirito” e che pratica quotidianamente la squisitezza come segno esistenziale innato. “Ho per certo che ancora oggi, colto da morte in troppo giovani anni, in Paradiso mio padre saprebbe impugnare pennato e accetta come per millenni fecero i suoi avi”. Secondo Moroldo il tempo non esiste, è un “non luogo” durante l’intera vita, dove i grandi e fondamentali avvenimenti, le esperienze di felicità e dolore persistono solo nel presente. Perciò il poeta più che di “tempo” preferisce parlare dello scorrere e rovinare (da “ruo” corro-rovino) dell’esistenza verso la sua fine: solamente il passato è accaduto irrevocabilmente e dura».
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Corniola di Adriano Gasperi

Scrive Francesca Fontana in prefazione: «Anima, scheletro, cuore, mente: sono queste le parti coinvolte in questo gioco d’amore. Sbocciato dal caos di esistenze e storie passate, inaspettatamente ma come un’esplosione, per l’incontro di due vite, già in contatto e ora vicine che ‘non troppo presto, non troppo tardi’ han scoperto di voler ancora primitivamente esplorare ed esplorarsi, darsi e dare. Adriano Gasperi, temerario oggi consapevole Ulisse, ci conduce qui in un viaggio all’interno delle emozioni più essenziali e vere per restituire e tenere frame, esotici alle volte, di una relazione intima eppur universale. Protagonista è infatti una storia d’età mature, anime fresche, capace di risvegliare sensi che ricordano passioni d’epoca adolescenziale. L’incontro tra queste vite, travagliate e piene, ora sovrapposte, travolge l’autore e il suo destinatario – sempre preciso ed evidente – in un turbinio di meraviglie, sensoriali e profonde, che dell’amicizia fanno qualcosa di veramente simile all’amore. Presenti sono le distanze, temporali e geografiche, di queste anime sintoniche, affezionate e autentiche. Non esiste, infatti, a questo punto il bisogno di mentirsi e mentire o nascondere ciò che si prova e percepisce, nemmeno dietro a forme, spesso meno utili di quel che si crede, di pudore».
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A lato dell’attività editoriale intesa nel senso più stretto, cioè la pubblicazione di libri, vanno ricordati i quattro percorsi fondamentali che la Samuele Editore ha seguito e migliorato nel 2018: Una Scontrosa Grazia, Poeti in Incisoria, la collaborazione con l’associazione Independent Poetry di Faenza e Laboratori Poesia. Per ognuno abbiamo già pubblicato dei resoconti dettagliati che riassumiamo invitando a visitare i rispettivi link per sapere tutto quanto non qui seguito menzionato.

 
 

«Un 2018 ricchissimo quello di Una Scontrosa Grazia. Un anno che ha visto svolgersi dal 37esimo al 54esimo incontro del ciclo di poesia triestino inaugurato a novembre 2015 da Alessandro Canzian e Sandro Pecchiari presso l’ex Libreria Mondadori di Via Cavana, e attualmente in essere presso la libreria TS360 srl – Tržaško knjižno središče – Centro triestino del libro. Evento nato in seno alla Samuele Editore ma che nell’anno in corso ha visto un’importante crescita e allargamento. La formula, ormai consolidata, prevede conferenze e dialoghi con l’autore sulla base di editi tendenzialmente dell’ultimo anno. A seguire viene sempre svolto un confronto con il pubblico e un open-mic nel quale i presenti sono invitati a leggere le loro poesie. La storia di Una Scontrosa Grazia, oltre al cambio di sede ad aprile 2017, ha visto l’inserimento nella redazione di Federico Rossignoli a gennaio 2017 e, recentemente, di Mario Famularo a dicembre 2018 a cui farà seguito Carlo Selan a maggio 2019. Altra importante tappa del ciclo di incontri triestino è la collaborazione, iniziata quest’anno, con il ciclo faentino Poetry nella forma di una linea diretta tra Trieste e Faenza. L’intenzione, già attuata per alcuni poeti, è quella di offrire la doppia presentazione agli autori scelti dalle due redazioni».
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«Il ciclo di incontri Poeti in Incisoria (a cura di Alessandro Canzian e Fausto Maiorana) nasce in via del tutto sperimentale il 27 ottobre 2017 presso i locali dell’Incisoria Pordenonese di Veronica Gasparini. Dopo due incontri di prova (con gli autori dell’Antologia di Laboratori Poesia e con Maria Milena Priviero e Mara Donat) il ciclo si è consolidato in tutto il 2018 con sette incontri, tendenzialmente a tema, tutti molto partecipati. La formula, molto semplice, prevede un dialogo con l’autore intervallato da alcune letture, un dialogo col pubblico e un open-mic finale per i presenti. Il ciclo, che prevede un incontro al mese (l’ultimo venerdì del mese), ha visto il 26 gennaio un intenso dialogo con Antonio Cosimo De Biasio sulle sue Poesie di corsa (edite in diverse piccole plaquette dagli anni ’80 ad oggi) e i suoi racconti sulle esperienze in Tibet e Cina. Il 23 febbraio abbiamo affrontato la relazione tra poesia e musica dialogando con Ilaria Boffa e due musicisti dell’underground pordenonese: Matt Blue e Xox. Il 23 marzo abbiamo affrontato la definizione di poesia con Giacomo Vit e Marco Marangoni, due fra i maggiori poeti friulani che hanno vinto prestigiosi premi nazionali».
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«Il 2018 è stato un anno pieno di eventi e di cambiamenti per l’associazione faentina che si occupa di poesia. La rassegna Poetry ha inaugurato giovedì 11 gennaio con l’incontro letterario, al bar Linus, dedicato ai testi di alcuni grandi cantautori: Fabrizio De André, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Simon and Garfunkel, Claudio Lolli, Paolo Conte, Juri Camisasca, Ciampi e Marchetti, Pannella e Battisti. Giovedì 25 gennaio Flavio Almerighi ha presentato la sua antologia, a tiratura limitata, Cerentari, una raccolta, a cura della casa editrice Tempo al Libro, che racchiude quasi vent’anni di produzione poetica dell’autore. Il 22 febbraio è stata presentata un’antologia frutto di un laboratorio poetico curato dalla Samuele Editore, con: Fausto Maiorana, Giorgia Vecchies, Roberto Rocchi e Matteo Piergigli, presentazione a cura di Alessandro Canzian».
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«Laboratori Poesia è un portale dedicato prevalentemente alla poesia che nasce nel luglio 2016 come sito per la proposizione dei Corsi e dei Ritiri Poetici della Samuele Editore. Nel febbraio 2017 all’attività di promozione e di rassegna fotografica delle attività si accosta la proposizione di testi di poeti contemporanei a cura di Alessandro Canzian e di traduzioni a cura di Antonio Nazzaro, primo nucleo della Redazione attuale. Nel 2017 la Redazione si amplia coinvolgendo Melania Panico, Pierangela Rossi, Mario Famularo, Ilaria Boffa, Sandro Pecchiari, Michele Paoletti, Federico Rossignoli, oltre ai già citati Alessandro Canzian e Antonio Nazzaro. Nel 2018 si amplia ulteriormente coinvolgendo Rocio Bolanos e Federica Imperato (rispettivamente per le rubriche International e Traduzioni)».
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Strettamente correlati ai quattro percorsi appena citati e alla pubblicazione di libri il fiore all’occhiello della Samuele Editore: gli eventi. Citarli tutti sarebbe quasi impossibile in quanto abbiamo svolto 115 eventi, una media di 2 eventi alla settimana per tutti i dodici mesi.

Il primo evento dell’anno è stato Callisto, il ciclo di incontri presso Palazzo Grimani a Venezia che abbiamo portato avanti dal 3 marzo 2017 al 1 giugno 2018 ospitando, in un totale di dieci incontri: Federico Rossignoli, Sandro Pecchiari, Fulvio Segato, Erminio Alberti, Alejandra Craules Breton, Anna Belozorovitch, Alessandro Brusa, Gianmario Villalta, Giovanna Rosadini, Alberto Toni, Rachel Slade, Ilaria Boffa, Flaminia Cruciani, Gabriella Musetti, Flavio Almerighi, Luigi Cannillo, Brigidina Gentile, Melania Panico, Giacomo Vit, Francesco Indrigo, Daniela Turchetto, Franca Grisoni, Francesco Sassetto, Ivan Crico, Pasquale Di Palmo, Monica Guerra, Fabia Ghenzovich, Alberto Barina, Viorel Boldis, Maria Sarpe, Florentina Nita. Oltre alla ripresa dei succitati cicli Una Scontrosa Grazia, Poeti in incisoria e Poetry a gennaio abbiamo avuto anche le presentazioni di Sandro Pecchiari a Napoli a Poesia in Galleria di Melania Panico e la partecipazione di Michele Paoletti a Poesia e Memoria a Fauglia e Piombino.

A Febbraio abbiamo iniziato un ciclo di incontri a Roma presso la Biblioteca Elio Pagliarani dove, dal 21 febbraio al 18 aprile, abbiamo presentato: Michele Paoletti, Monica Guerra, Alberto Toni, Sandro Pecchiari, Patrick Williamson, Flaminia Cruciani, Maria Milena Priviero, Ilaria Boffa, Rosa Salvia. Sempre a Roma Alessandro Canzian ha letto estratti dal suo Il colore dell’acqua a Ritratti di Poesia. A Sesto al Reghena, intanto, il Gruppo Majakovskij presentava il suo Non ti scrivo da solo.

A marzo Claudio Damiani ha presentato Il giardino dell’attesa di Rosa Salvia a Roma mentre ad aprile Marina Giovannelli ha presentato Il tempo ti guarda scorrere di Barbara Vuano a San Giorgio di Nogaro. A Bologna Cinzia Demi ha invece presentato Piano di evacuazione di Flaminia Cruciani all’interno del ciclo Un the con la poesia mentre a Trieste è partito il ciclo di incontri Poesia agli specchi presso il Caffè degli Specchi, diretto da Cristina Valenta, che ha visto protagonisti Maria Milena Priviero, Fulvio Segato e Sandro Pecchiari.

A maggio il secondo appuntamento triestino con Poesia gli Specchi con Lili Radoeva Destradi, la partecipazione di Sandro Pecchiari e Michele Paoletti a Bologna in Lettere, la partecipazione di Francesco Sassetto a La palabra en el mundo a Venezia, la presentazione di Il nome di Dio di Paolo Maggis a Barcellona e la presentazione di La pietra d’angolo di Giampietro Fattorello a Salgareda (Tv) all’interno della manifestazione Poesia sotto i gelsi. Importantissima, sempre a maggio, la partecipazione al Salone del Libro di Torino con la presentazione dei libri di Flaminia Cruciani, Gabriella Musetti e Federico Rossignoli.

Giugno ha invece visto la grande Festa dei dieci anni della Samuele Editore con un’eccezionale partecipazione di pubblico a Pordenone all’interno della mostra fotografica dell’intera storia della Casa Editrice. Per l’occasione la Libreria pordenonese Al Segno ha omaggiato i poeti con una vetrina dedicata. Sempre a giugno l’ormai tradizionale collaborazione con il festival Residenze Estive che quest’anno ha ospitato: Ornella Cioni, Maurizio Benedetti, Giorgio Luzzi, Sandro Pecchiari, Rodolfo Zucco, Luciana Tavernini, Juan Octavio Prenz, Alexandra Zambà, Rita Gusso, Loredana Bogliun, Loredana Magazzeni, Marko Kravos, Fulvio Segato, Leila Falà, Luisa Gastaldo, Angéle Paoli, Sergia Adamo, Patrizia Saina, Anna Tauzzi, Serenella Gatti Linares, Roberto Dedenaro, Piera Mattei, Melita Richter, Claudio Grisancich, Gabriella Musetti, Federico Rossignoli. Infine Alessandra Giacomello ha presentato Nissun di nun di Francesco Indrigo alla Biblioteca Civica di San Vito al Tagliamento.

A luglio Alessandro Canzian, Ilaria Boffa e Alberto Trentin sono stati invitati alla Festa di Poesia, il consueto appuntamento estivo di Pordenonelegge. Francesco Indrigo ha di nuovo presentato il suo volume a San Michele al Tagliamento mentre Annalisa Ciampalini è stata invitata a Pieve Tho, evento organizzato a Brisighella da Elisabetta Zambon. Infine, a Trieste, Sandro Pecchiari ha letto estratti dal suo Scripta non manent presso l’Ex Lavatoio. Agosto ha invece visto il Ritiro Poetico a Spilimbergo (Pn) con evento pubblico finale. E a fine agosto un secondo appuntamento presso l’Ex Lavatoio triestino con Gabriella Musetti, Melita Richter e Federico Rossignoli.

Un settembre particolarmente impegnativo è iniziato con la lettura di Francesco Indrigo a Ad alcuni piace la poesia, evento curato da Christian Sinicco, seguito dalla Conferenza sulla Poesia di Francesco Belluomini a Camaiore. Sempre a settembre la festa per i 25 anni del Gruppo Majakovskij e la tradizionale presenza dello stand a pordenonelegge. Quest’anno, nel festival pordenonese, anche presentazione del volume Nissun di nun di Francesco Indrigo. A ottobre invece doppio appuntamento a Cavallino Treporti (Ve) nel ciclo Ottobre poetico organizzato da Fabio Michieli. Ospiti l’Editore Alessandro Canzian e l’autore Francesco Sassetto. A Trieste, in conclusione del mese, Alessandro Canzian, Roberto Dedenaro, Claudio Grisancich, Gabriella Musetti, Luisella Pacco e Sandro Pecchiari sono stati invitati alla conferenza Scrivere e pubblicare oggi curata da Walter Chiereghin a Trieste.

Novembre ha visto la tradizionale partecipazione a Bookcity Milano con due prestigiosi appuntamento al Museo del Novecento con Federico Rossignoli e Paolo Maggis e al Mudec con Marina Magro. A Empoli e Firenze intanto Annalisa Ciampalini presentava il suo Le distrazioni del viaggio, a Bolzano Adriano Gasperi il suo Corniola, e a Trieste Alessandro Canzian proponeva l’evento November Rain con letture di Mary Barbara Tolusso, Francesco Sassetto, Sandro Pecchiari, Gabriella Musetti, Fulvio Segato, Carlo Selan, Mario Famularo, Giuseppe Nava.

Novembre è stato anche il mese di lancio di Animula Vagula Blandula, ciclo di incontri presso la Sala Liberamente di Maniago (Pn) dove, dal 18 novembre (con l’inaugurazione della mostra di Rachel Slade Devota come un ramo) al 15 dicembre, hanno presentato e sono stati presentati Rachel Slade, Carlo Vidoni, Carlo Fontanella, Anna Vallerugo, Flaminia Cruciani, il Gruppo Maiakovskij, Nuccio Simonetti, Daniela Dose, Piervincenzo Di Terlizzi, Gianluca Cettineo, Alessandro Canzian. Ed è stato il mese nel quale abbiamo ricominciato i Corsi di Poesia a Pordenone.

Dicembre è infine iniziato con la presentazione a Firenze di Ultima vela di Francesco Belluomini a cura di Michele Brancale, Marco Ciaurro e Paola Lucarini. Durante il mese, oltre alla conclusione dei programmi del 2018 con gli ultimi eventi di Una Scontrosa Grazia, Poeti in Incisoria, Poetry e del ciclo maniaghese Animula Vagula Blandula, anche la presentazione alla Bramandi Art House di Le distrazioni del viaggio di Annalisa Ciampalini e la grande Festa di Fine Anno della Samuele Editore che, per il primo anno, è iniziata il pomeriggio con la proposta un poeta Samuele Editore presenta un poeta Samuele Editore. Sono stati infatti presentati Annalisa Ciampalini, Fulvio Segato, Francesco Sassetto, Francesco Indrigo, Sandro Pecchiari, Giacomo Vit da parte di autori della stessa Collana. E la sera i resoconti dei vari programmi della Casa Editrice svolti durante l’anno e un grande open-mic libero.

 

 

Ma il 2018 è stato anche l’anno dei Festival Letterari. Ad aprile, assieme alla ProPorcia e presso la Villa Correr-Dolfin di Porcia (Pn), abbiamo organizzato il Festival della Letteratura Verde che, in una sola giornata, ha visto alternarsi Alessandro Canzian, Alessandro Stoppa, Andrea Cozzarini, Antonella Sbuelz, Dino Villalta, Fausto Maiorana, Federico Rossignoli, Fulvio Segato, Gian Mario Villalta, Giorgia Vecchies, Giovanna Calvo di Ronco, il Gruppo Majakovskij, il Gruppo Poesia Leomajor, Ilaria Boffa, Ivan Crico, Livio Sossi, Luisa Delle Vedove, Maria Milena Priviero, Marlene Prosdocimo, Michel Dassi, Monica Guerra, Rebecca Garcia, Rosanna Cracco, Sandro Pecchiari, Tiziano Fratus. E con coinvolgimento in una Fiera del Libro di Samuele Editore, Alba Edizioni, Bohem Editore, Bottega Errante, Daniele Marson Editore, Ediciclo Editore, Vita Activa Editrice, Libreria Editrice Odos, Libreria Quo Vadis, Media Naonis, Saecula Editore.

A giugno invece, assieme agli amici dell’Independent Poetry (con cui collaboriamo per il ciclo faentino Poetry), presso il paesino romagnolo Tredozio abbiamo organizzato il Festival Tres Dotes che ha visto protagonisti: Anna Maria Spalloni, Annalisa Ciampalini, Aurea Bettini, Bianca Sorrentino, Clery Celeste, Comasia Aquaro, Cristina Annino, Donato D’Antonio, Francesco Sassetto, Gianfranco Alpi, Gianni Venturi, Giovanna Rrosadini, Graziella Nannini, Ilaria Boffa, Luca Bombonati, Luigi Sebastiani, Maria Elena Blanco, Maria Grazia Calandrone, Michele Donati, Michele Paoletti, Monica Guerra, l’Officina Matteucci, Roberto Ceccanti, Rosarita Berardi, Sandro Pecchiari, Scilla Mastini, Simone Cattani, Stefano Simoncelli, Valerio Grutt. Tre giorni di eventi, laboratori, dialoghi e una piccola Fiera del Libro.

 

 

Oltre ai libri e agli eventi il 2018 della Samuele Editore è stato anche Premi e Recensioni. Tra i premi ricordiamo Il nemico dei Thirties di Juan Arabia e Xe sta trovarse di Francesco Sassetto finalisti al Premio Marrazza, Il nemico dei Thirties finalista anche al Premio Camaiore Internazionale, Giacomo Vit e il Gruppo Majakovskij premiati al Lerici Pea – Paolo Bertolani, Nissun di nun di Francesco Indrigo finalista al Premio Pagliarani, Il giardino dell’attesa di Rosa Salvia terzo premio al San Domenichino, Piano di evacuazione di Flaminia Cruciani premio speciale Astrolabio, Ultima vela di Francesco Belluomini finalista al premio Città di Forlì, Francesco Belluomini Premio Speciale alla Carriera a Viareggio.

 

Per quanto riguarda le recensioni il 2018 ci ha regalato 51 recensioni ai nostri volumi. Sono usciti pezzi critici su Carteggi letterari, Il Giornale OFF, blogletteratura.com, Blog di Gialuca Conte, Laboratori Poesia, Atelier, La Nuova Tribuna Letteraria , Vox, La Sicilia, Poesia, Alleo.it, Liberi di Scrivere, Poetarum Silva, Tragico Alverman, Il Gazzettino, Fara Poesia, Libero Libro, Il Ponte Rosso, Yawp, StreetNews, Pioggia Obliqua, Progetto Babele, 50 e più – Rivista, Corriere della Sera, Avvenire, La voce rivista degli italiani in Francia, La Lettura, Agorà, La Recherche, Dedalus, Alla volta di Leucade, Il Convivio.

Tra i libri più recensiti del 2018 ricordiamo: Ultima vela di Belluomini (13 recensioni), Breve inventario di un’assenza di Michele Paoletti (7 recensioni), Le distrazioni del viaggio di Annalisa Ciampalini (7 recensioni), Piano di evacuazione di Flaminia Cruciani (6 recensioni), Scripta non manent di Sandro Pecchiari (3 recensioni), Sulla soglia di Monica Guerra (2 recensioni), Xe sta Trovarse di Francesco Sassetto (2 recensioni), Il dolore di Alberto Toni (2 recensioni).

 

 

Il 2018 però non è stato solo un anno di successi, di impegni, di ricerca sempre più puntigliosa della vera poesia. Dobbiamo infatti registrare la chiusura della realtà nata in seno alla Casa Editrice, Edita, che aveva come obiettivo l’inserimento e la strutturazione del sistema del Crowdfunding all’interno della filiera editoriale. Dopo aver portato, con il logo della gattina, diversi libri ed Editori al Salone del Libro di Torino, a Pordenonelegge, a BookCity Milano, a Libri in Cantina a Susegana, a Più Libri Più Liberi a Roma (tutto nel 2017), abbiamo dovuto concludere l’avventura a causa del fallimento del sistema del Crowdfunding all’interno della cultura italiana. Dove già è difficile riuscire a vendere un libro edito, proporlo in prenotazione scontato e come veicolo privilegiato per la buona cultura ed editoria (con conseguente abbattimento del contributo autoriale) è apparso al pubblico dei lettori poco gradito.

A lato di questo devo purtroppo anche testimoniare l’ingente danno economico ricevuto da una nota azienda di Crowdfunding attiva in Italia che, pur avendo all’inizio dato piena disponibilità e appoggio economico per il progetto Edita, ha poi negato la legittimità delle due fatture da loro stessi richieste (1900 euro, accordati dal loro General Manager di allora che, nel frattempo, ha cambiato occupazione) che corrispondevano alle spese vive fatte dalla Samuele Editore a promozione della loro azienda tramite Edita. Cose che succedono, si dirà facilmente, ed è vero, peccato che 1900 euro siano circa 200 libri da vendere solo per ammortizzare il danno.

 

 

Nel 2019 continueremo con le edizioni prevalentemente di poesia (gli altri titoli sono visualizzabili qui) e usciremo già a gennaio con tre libri particolarmente interessanti: Farràgine di Marco Amore (prefazione di Giovanna Frene), La densità del vuoto di Matteo Piergigli (prefazione di Francesco Sassetto), e Il ritorno di Emmaus di Mina Campaner (questi ultimi due titoli vengono direttamente dai Laboratori di Poesia). E con tre opere straniere di cui ancora non possiamo svelare nulla. Un 2019 che ha già una programmazione fitta per quanto riguarda Laboratori Poesia (con nuovi Corsi e Ritiri Poetici, oltre ai corsi online già presenti), Una Scontrosa Grazia (Trieste), Poetry (Faenza) e Poeti in Incisoria (Pordenone). Mentre stiamo organizzando proprio in questi giorni la nuova edizione del festival Tres Dotes, stiamo discutendo sulla seconda edizione del Festival della Letteratura Verde (Porcia, Pn) e del ciclo Animula Vagula Blandula (Maniago). Ma che porterà gli autori Samuele anche in giro per il mondo con una presentazione a Washigton DC e una a Edimburgo.

Per un 2019 all’insegna della letteratura, della poesia, degli incontri più veri.

 

 

BUON ANNO A TUTTI

 

Samuele Editore

 

 
 
 
 

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