Giusi Busceti

Bozza automatica 2832

 
 

Nubifragio
 
L’ultimo giorno d’innamoramento
ricordo, i bar deserti sul battello
feriale, il primo
della stagione di navigazione.
Niente di qui d’estate si discosta
dai freschi interni, i cassettoni a specchio
dei corridoi, a sud.   Ore come
intervallo, solamente, solstizio.
Melograni hanno acceso le giornate
più fredde, ed arance.  Ora è
ora, in niente può ingannarmi
il volto che ha
scolpito sulla schiuma della riva
orientale, i capelli
ricadono sul collo, nascondono
la fronte, proiezioni
sulle elezioni, primi raffronti col 2008.
Più crudele dei mesi è questo senza
tempo d’acqua e di pietra. Infuria
un nubifragio il parabrezza.
 
 
 
 

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