Ezra Pound (Usa) – eng/ita 1


 
 

Parte, in più puntate, la traduzione di Fabrizio Bregoli di Hugh Selwyn Mauberley di Ezra Pound.

 
 
 
 
PART I
 
 
(Life and Contacts)

“Vocat aestus in umbram”
Nemesianus Ec. IV.

E. P. ODE POUR L’ÉLECTION DE SON SÉPULCHRE
 
For three years, out of key with his time,
He strove to resuscitate the dead art
Of poetry; to maintain “the sublime”
In the old sense. Wrong from the start—
 
No, hardly, but, seeing he had been born
In a half savage country, out of date;
Bent resolutely on wringing lilies from the acorn;
Capaneus; trout for factitious bait:
 
Idmen gar toi panth, os eni Troie
Caught in the unstopped ear;
Giving the rocks small lee-way
The chopped seas held him, therefore, that year.
 
His true Penelope was Flaubert,
He fished by obstinate isles;
Observed the elegance of Circe’s hair
Rather than the mottoes on sun-dials.
 
Unaffected by “the march of events,”
He passed from men’s memory in l’an trentiesme
De son eage
; the case presents
No adjunct to the Muses’ diadem.
 
 
 
 
 
 
II
 
The age demanded an image
Of its accelerated grimace,
Something for the modern stage,
Not, at any rate, an Attic grace;
 
Not, not certainly, the obscure reveries
Of the inward gaze;
Better mendacities
Than the classics in paraphrase!
 
The “age demanded” chiefly a mould in plaster,
Made with no loss of time,
A prose kinema, not, not assuredly, alabaster
Or the “sculpture” of rhyme.
 
 
 
 
 
 
III
 
The tea-rose, tea-gown, etc.
Supplants the mousseline of Cos,
The pianola “replaces”
Sappho’s barbitos.
 
Christ follows Dionysus,
Phallic and ambrosial
Made way for macerations;
Caliban casts out Ariel.
 
All things are a flowing,
Sage Heracleitus says;
But a tawdry cheapness
Shall reign throughout our days.
 
Even the Christian beauty
Defects—after Samothrace;
We see to kalon
Decreed in the market place.
 
Faun’s flesh is not to us,
Nor the saint’s vision.
We have the press for wafer;
Franchise for circumcision.
 
All men, in law, are equals.
Free of Peisistratus,
We choose a knave or an eunuch
To rule over us.
 
A bright Apollo,
 
tin andra, tin eroa, tina theon,
What god, man, or hero
Shall I place a tin wreath upon?
 
 
 
 
 
 
IV
 
These fought, in any case,
and some believing, pro domo, in any case …
 
Some quick to arm,
some for adventure,
some from fear of weakness,
some from fear of censure,
some for love of slaughter, in imagination,
learning later …
 
some in fear, learning love of slaughter;
Died some pro patria, non dulce non et decor” …
 
walked eye-deep in hell
believing in old men’s lies, then unbelieving
came home, home to a lie,
home to many deceits,
home to old lies and new infamy;
 
usury age-old and age-thick
and liars in public places.
 
Daring as never before, wastage as never before.
Young blood and high blood,
Fair cheeks, and fine bodies;
 
fortitude as never before
 
frankness as never before,
disillusions as never told in the old days,
hysterias, trench confessions,
laughter out of dead bellies.
 
 
 
 
 
 
V
 
There died a myriad,
And of the best, among them,
For an old bitch gone in the teeth,
For a botched civilization.
 
Charm, smiling at the good mouth,
Quick eyes gone under earth’s lid,
 
For two gross of broken statues,
For a few thousand battered books.
 
 
 
 
 
 
PARTE I
 
 
(Vita e Opere)

“Vocat aestus in umbram”
Nemesianus Ec. IV.

 
P. ODE POUR L’ÉLECTION DE SON SÉPULCHRE
 
Per tre anni, fuori squadra con il suo tempo,
si applicò a resuscitare l’arte estinta
della poesia; a preservare “il sublime”
nel senso antico. In errore fin dall’inizio –
 
No, non proprio, ma consapevole di essere nato
in un paese semiselvaggio, assolutamente datato;
risolutamente dedito a torcere gigli dalle ghiande;
Capaneo; trota per un’esca contraffatta:
 
Ἴδμεν γάρ τοι πάνθ’, ὅσ ‘ένι Τροίη
raccolse nelle orecchie ben sturate;
schivando gli scogli per un pelo, in quel modo
i mari in tempesta lo trattennero per quell’anno.
 
La sua autentica Penelope fu Flaubert,
pescò sulle sponde di isole avverse;
osservò l’eleganza dei capelli di Circe
la preferì ai motti incisi sulle meridiane.
 
Non toccato dalla “marcia degli eventi,”
scomparve dalla memoria degli uomini ne l’an trentiesme
de son eage
; il caso non presenta
contributi utili al diadema delle Muse.
 
 
 
 
 
 
II
 
L’epoca esigeva un’immagine
per la sua smorfia accelerata,
qualcosa adatto al palcoscenico del tempo,
non, in ogni caso, una grazia Attica;
 
Non, non certamente, le oscure fantasmagorie
dell’indagine interiore;
meglio menzogne
dei classici in parafrasi!
 
“L’epoca esigeva” proprio un calco in gesso,
fatto in quattro e quattr’otto,
un Kinema in prosa, non, assolutamente non, alabastro
o la “scultura” della rima.
 
 
 
 
 
 
III
 
L’abito da tè rosa tea ecc.
usurpa la mussola di Cos,
la pianola “rimpiazza”
di Saffo il barbitos.
 
Cristo succede a Dioniso,
fallico e ambrosia
fanno posto alla mortificazione;
Calibano mette al bando Ariel.
 
Tutto scorre,
dice il saggio Eraclito;
ma la dozzinalità a buon mercato
regnerà sui giorni a venire.
 
Perfino la Bellezza cristiana
difetta – dopo Samotracia;
vediamo τό καλόν
sentenziato sulla pubblica piazza.
 
La carne del Fauno non è per noi,
nemmeno la visione dei santi.
Abbiamo la stampa come ostia; il diritto
di voto e di commercio come circoncisione.
 
Tutti gli uomini, secondo la legge, sono uguali.
Liberi da Pisistrato,
scegliamo una canaglia o un eunuco
per governarci.
 
O radioso Apollo,
τίν᾽ ἄνδρα, τίν᾽ ἥροα, τίνα θεόν,
a quale uomo, dio o eroe
porrò una corona di latta sul capo?
 
 
 
 
 
 
IV
 
Costoro combatterono, in ogni caso,
e alcuni credendovi, pro domo, in ogni caso…
 
Alcuni avidi d’armi,
alcuni per spirito d’avventura,
alcuni per paura di essere vigliacchi,
alcuni per paura di essere condannati,
alcuni per amore del massacro, immaginato,
e più tardi imparato …
 
alcuni per paura, imparando l’amore per il massacro;
morirono alcuni pro patria, “non dulce” non “et decor” …
 
Camminarono a occhi sbarrati sull’inferno
credendo alle bugie di vecchi uomini, poi miscredendo
tornarono a casa, una casa di menzogna,
una casa di troppi imbrogli,
una casa di vecchie bugie e nuova infamia;
 
usura antichissima e inestirpabile
e impostori nei pubblici uffici.
 
Coraggio come mai prima, scempio come mai prima.
Giovane sangue e nobile sangue,
volti radiosi e corpi prestanti;
 
forza e coraggio come mai prima
onestà come mai prima,
disillusioni mai raccontate nei tempi passati,
isterie, confessioni da trincea,
risa per i ventri squartati.
 
 
 
 
 
 
V
 
Ne morì una miriade,
e i migliori fra di loro
per una vecchia puttana sdentata,
per una civiltà rabberciata.
 
Fascino, sorrisi su belle labbra,
occhi pieni di vita finiti sotto palpebre di terra
 
tutto barattato per due partite di statue in macerie,
per pochissime migliaia di libri malconci.
 
 
 
 

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