Eugenio Montale


 
 
L’ombra crociata del gheppio pare ignota
ai giovinetti arbusti quando rade fugace.
E la nube che vede? Ha tante facce
la polla schiusa.
 
Forse nel guizzo argenteo della trota
controcorrente
torni anche tu al mio piede fanciulla morta
Aretusa.
 
Ecco l’òmero acceso, la pepita
travolta al sole,
la cavolaia folle, il filo teso
del ragno su la spuma che ribolle –
 
e qualcosa che va e tropp’altro che
non passerà la cruna…
 
Occorrono troppe vite per farne una.
 
 
 
 

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