Espressione e sonorità (esercizio)

Bozza automatica 940In uno degli ultimi esercizi sull’espressione abbiamo evidenziato le suggestioni espressive scaturenti da una comune radice etimologica.

Cerchiamo di fare un ulteriore passo.

Il suono delle parole ha indiscutibilmente una carica di espressione, in grado di potenziare, indebolire, o in ogni caso, di ampliare o di circostanziare la gamma di significati, di sensazioni, di suggestioni che intendiamo imprimere al testo.

Per questo, un lemma, piuttosto che un altro, una combinazione di essi, saranno in grado, grazie al loro suono, di meglio definire lo spettro espressivo del testo.

Facciamo qualche esempio:

 

freddo – gelido – agghiacciante – raggelante

congelato – polare – glaciale – artico

Sono termini che appartengono alla stessa famiglia di significati, ma hanno tutti suoni diversi. Ad esempio, quelli con la radice “gel” danno un senso quasi di “vento” dato dalle vocali aperte, quasi cristallino (“raggelante”, leggetela piano), “agghiacciante” con l’assonanza delle tre a, e il gruppo duro “ggh”, ha un suo insistere che dà un senso di asprezza; “artico” è l’unico termine che, con la t e la c dura, ha un suono più netto, tagliente.

Naturalmente sono suggestioni, ma il testo ne viene inevitabilmente influenzato.

 

Traccia:

 

TEMA = il silenzio.

 

METRO = a piacere.

 

SCHEMA = a piacere.

 

REQUISITI = utilizzare più parole possibile il cui suono dia una suggestione di silenzio, di parlare sommesso, sottovoce. Evitare termini aspri, “rumorosi”, duri.

 

Esempio:

 

Sciogli le labbra

nel sibilo lento

notturno;

la nebbia d’intorno

si mesce leggera

ai profumi soffusi

del bosco.

 

Porgi l’orecchio

alla polvere asciutta,

gelida

ma senza peso;

lasciala muta

e osserva il respiro

che questo giardino

fiorisce e consacra.

 

Mario Famularo

 

 

Bozza automatica 940

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