Elsa López (Guinea Española, 1943)

Elsa López (Guinea Española, 1943)

 
 

Editora, investigadora, docente y escritora, con una importante labor literaria por la cuál ha sido galardonada con la Medalla de Oro del gobierno canario por la iniciativa hacia el mundo de la literatura y el arte. En la actualidad dirige Ediciones La Palma.

Además ha sido premiada en los diferentes campos literarios: I Premio de Investigación José Pérez Vidal, el Premio Internacional de Poesía Ciudad de Melilla, el Premio Nacional de Poesía José Hierro 2001 y el Premio de Poesía Ciudad de Córdoba “Ricardo Molina”.

Los temas centrales de Elsa van más allá de la mirada poética, sus versos describen la realidad universal, la nostalgia, la esperanza, el deseo de libertad: “Tengo miedo a la noche,/ a quedarme encerrada entre alambres del sueño,/a la palabra olvido/ y a tus brazos en forma de barrotes dorados.”

Elsa golpea lo más íntimo de sus lectores con la sencillez de su poesía, incluso con su prosa conmueve con su voz inconfundible: “Te he querido, tu bien lo sabes. / Te he querido y te quiero / a pesar de ese hilo de luto que me hilvana / al filo de la tarde.”

Rocio Bolanos

 
 
De Inevitable Océano
 
Te he querido, tu bien lo sabes.
Te he querido y te quiero
a pesar de ese hilo de luto que me hilvana
al filo de la tarde.
Y tengo miedo.
De la lluvia, del pájaro de nubes,
del silencio que llevo conmigo a todas partes.
Tengo miedo a la noche,
a quedarme encerrada entre alambres del sueño,
a la palabra olvido
y a tus brazos en forma de barrotes dorados.
 
Miedo a recorrer la casa y saberla vacía,
o a quererte, de nuevo, mucho mejor que antes.
No me abandones en esta larga ausencia.
Recuerda lo que he sido para ti otros inviernos:
el tiempo de querernos indefinidamente,
el mar,
los barcos que llegaban sin muertos a la orilla,
el ruido de las olas al fondo de la casa.
Y el viento,
recuerda el viento, amor, doblando las esquinas.
 
 
 
 
 
 
De Penumbra
 
Ha averiguado el nombre que le ha correspondido
y se define ausente, exiliada del sueño,
emigrante, perpleja, desgajada,
sin billete de vuelta.
 
Se declara sin fuerzas
y pide con vergüenza un poco de ternura.
Que le devuelvan, por favor, el mar.
 
 
 
 
 
 

Editrice, ricercatrice, insegnante e scrittrice, con un’importante opera letteraria per la quale è stata premiata con la Medaglia d’Oro dalle autorità delle Canarie per l’iniziativa verso il mondo della letteratura e dell’arte. Attualmente dirige Ediciones La Palma.

Inoltre ha conseguito premi in diversi settori letterari: I José Pérez Vidal Premio per la Ricerca, il Premio internazionale di poesia Ciudad de Melilla, il Premio nazionale di Poesia José Hierro 2001 ed il Premio di Poesia Città di Cordoba “Ricardo Molina”.

I temi centrali di Elsa vanno oltre lo sguardo poetico, i suoi versi descrivono la realtà universale, la nostalgia, la speranza, il desiderio di libertà: “Ho paura della notte, / di rimanere bloccata tra i fili del sogno, / della parola oblio e delle tue braccia sotto forma di sbarre dorate. “

Elsa colpisce l’angolo più intimo dei suoi lettori con la semplicità della sua poesia, anche con i suoi testi in prosa e la sua voce inconfondibile: “Ti ho amato, lo sai bene. / Ti ho amato e ti amo / nonostante quel filo di lutto che mi colpisce / al limite della sera.”

Rocio Bolanos

 
 
Da Inevitable Océano
 
Ti ho amato, lo sai bene.
Ti ho amato e ti amo
nonostante quel filo di lutto che mi colpisce
al limite della sera.
E ho paura
della pioggia, dell’uccello delle nuvole,
del silenzio che porto con me ovunque.
Ho paura della notte
di rimanere bloccata tra i fili del sogno,
della parola oblio
delle tue braccia sotto forma di sbarre dorate.
 
Paura di andare in giro per casa e saperla vuota,
o d’amarti, ancora una volta, molto meglio di prima.
Non abbandonarmi in questa lunga assenza.
Ricorda cosa sono stata per te altri inverni:
il tempo di amarci indefinitamente,
il mare,
le barche che arrivavano senza morti sulla riva,
il rumore delle onde sul fondo della casa.
E il vento
Ricorda il vento, amore, girando gli angoli.
 
 
 
 
 
 
Da Penumbra
 
Ha scoperto il nome che le è appartenuto
e si definisce assente, esiliata dal sogno,
emigrante, perplessa, spezzata,
senza biglietto di ritorno.
 
Si dichiara senza forze
e chiede con imbarazzo un po di tenerezza.
Che le diano indietro, per favore, il mare.
 
 
 
 

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