Edgar Lee Masters

 
 
Knowlt Hoheimer
 
I WAS the first fruits of the battle of Missionary Ridge.
When I felt the bullet enter my heart
I wished I had staid at home and gone to jail
For stealing the hogs of Curl Trenary,
Instead of running away and joining the army.
Rather a thousand times the county jail
Than to lie under this marble figure with wings,
And this granite pedestal Bearing the words, “Pro Patria.”
What do they mean, anyway?
 
 
 
 
Lydia Puckett
 
KNOWLT HOHEIMER ran away to the war
The day before Curl Trenary
Swore out a warrant through Justice Arnett
For stealing hogs.
But that’s not the reason he turned a soldier.
He caught me running with Lucius Atherton.
We quarreled and I told him never again
To cross my path.
Then he stole the hogs and went to the war–
Back of every soldier is a woman.
 
 
 
 
Sarah Brown
 
MAURICE, weep not, I am not here under this pine tree.
The balmy air of spring whispers through the sweet grass,
The stars sparkle, the whippoorwill calls,
But thou grievest, while my soul lies rapturous
In the blest Nirvana of eternal light!
Go to the good heart that is my husband
Who broods upon what he calls our guilty love:–
Tell him that my love for you, no less than my love for him
Wrought out my destiny–that through the flesh
I won spirit, and through spirit, peace.
There is no marriage in heaven
  But there is love.
 
 
 
Margaret Fuller Slack
 
I WOULD have been as great as George Eliot
But for an untoward fate.
For look at the photograph of me made by Penniwit,
Chin resting on hand, and deep–set eyes–
Gray, too, and far-searching.
But there was the old, old problem:
Should it be celibacy, matrimony or unchastity?
Then John Slack, the rich druggist, wooed me,
Luring me with the promise of leisure for my novel,
And I married him, giving birth to eight children,
And had no time to write.
It was all over with me, anyway,
When I ran the needle in my hand
While washing the baby’s things,
And died from lock–jaw, an ironical death.
Hear me, ambitious souls,
Sex is the curse of life.
 
 
 
 
Louise Smith
 
HERBERT broke our engagement of eight years
When Annabelle returned to the village From the
Seminary, ah me!
If I had let my love for him alone
It might have grown into a beautiful sorrow–
Who knows?–filling my life with healing fragrance.
But I tortured it, I poisoned it
I blinded its eyes, and it became hatred–
Deadly ivy instead of clematis.
And my soul fell from its support
Its tendrils tangled in decay.
Do not let the will play gardener to your soul
Unless you are sure
It is wiser than your soul’s nature.
 
 
 
 
Herbert Marshall
 
ALL your sorrow, Louise, and hatred of me
Sprang from your delusion that it was wantonness
Of spirit and contempt of your soul’s rights
Which made me turn to Annabelle and forsake you.
You really grew to hate me for love of me,
Because I was your soul’s happiness,
Formed and tempered
To solve your life for you, and would not.
But you were my misery.
If you had been
My happiness would I not have clung to you?
This is life’s sorrow:
That one can be happy only where two are;
And that our hearts are drawn to stars
Which want us not.
 
 
 
 
George Gray
 
I HAVE studied many times
The marble which was chiseled for me–
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire–
It is a boat longing for the sea and yet afraid.
 
 
 
 
Mrs. George Reece
 
To this generation I would say:
Memorize some bit of verse of truth or beauty.
It may serve a turn in your life.
My husband had nothing to do
With the fall of the bank–he was only cashier.
The wreck was due to the president, Thomas Rhodes,
And his vain, unscrupulous son.
Yet my husband was sent to prison,
And I was left with the children,
To feed and clothe and school them.
And I did it, and sent them forth
Into the world all clean and strong,
And all through the wisdom of Pope, the poet:
“Act well your part, there all the honor lies.”
 
 
 
 
Knowlt Hoheimer
 
Io fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge.
Quando sentii la pallottola entrarmi nel cuore
mi pentii di non essere rimasto a casa e finito in galera
per quel furto di porci a Curl Trenary,
invece di correre ad arruolarmi nell’esercito.
Mille volte meglio la galera
che stare sotto questa figura di marmo alata,
e questo blocco di granito
con le parole Pro patria.
Ma poi, che vogliono dire?
 
 
 
 
Lydia Puckett
 
Knowlt Hoheimer se ne andò in guerra
il giorno prima che Curl Trenary
lo denunciasse al giudice Arnett
per il furto dei porci.
Ma non per questo si fece soldato.
Mi trovò in giro con Lucius Atherton.
Litigammo e gli dissi
di non venirmi più tra i piedi.
Allora rubò i porci e andò in guerra –
dietro ogni soldato c’è una donna.
 
 
 
 
Sarah Brown
 
Maurice, non piangere, non sono qui sotto il pino.
L’aria mite della primavera sussurra nell’erba dolce,
le stelle scintillano, il caprimulgo chiama,
ma tu ti rattristi, mentre la mia anima è rapita
nel Nirvana beato della luce eterna!
Va da quell’anima gentile di mio marito,
che rimugina su quello che lui chiama il nostro colpevole amore: –
digli che il mio amore per te, non meno del mio amore per lui,
ha forgiato il mio destino – che attraverso la carne
ho raggiunto lo spirito, e attraverso lo spirito, pace.
Non ci sono matrimoni in cielo,
ma c’è amore.
 
 
 
 
Margaret Fuller Slack
 
Sarei stata grande come George Eliot
solo che mi fu avverso il destino.
Guardate il ritratto che Penniwit mi fece,
il mento poggiato alla mano e gli occhi infossati –
e grigi, e che guardano lontano.
Ma c’era il solito, eterno problema:
celibato, matrimonio o libertinaggio?
Poi John Slack, il ricco farmacista, mi corteggiò,
con la lusinga che avrei scritto il mio romanzo in pace,
e lo sposai, misi al mondo otto figli,
e non ebbi più tempo per scrivere.
Comunque, per me era finita,
quando mi piantai l’ago nella mano
mentre lavavo la roba del bambino,
e morii di tetano, una morte beffarda.
Ascoltatemi, anime ambiziose,
il sesso è la maledizione della vita!
 
 
 
 
Louise Smith
 
Herbert ruppe il nostro fidanzamento dopo otto anni
quando Annabelle tornò al villaggio
dal collegio, povera me!
Se non l’avessi tormentato, il mio amore per lui
si sarebbe forse trasformato in nobile dolore –
chissà? – riempiendomi la vita di salutare fragranza.
Ma lo torturai, lo avvelenai,
lo accecai, e si mutò in odio –
mortifera edera invece di clematide.
E la mia anima cadde dal sostegno,
i suoi viticci s’intricarono in rovina.
Non permettete che la volontà sia il giardiniere dell’anima,
se non siete certi
che è più saggia dell’anima vostra.
 
 
 
 
Herbert Marshall
 
Tutto il tuo dolore, Louise, e l’odio per me
nacquero dalla tua illusione che fosse capriccio
dello spirito e disprezzo dei diritti della tua anima
a spingermi verso Annabelle e lasciarti.
In realtà tu arrivasti a odiarmi per amore,
perché ero la gioia della tua anima,
formato e temprato
per risolverti la vita, ma non volli.
Tu invece eri il mio strazio. Se tu fossi stata
la mia felicità, non mi sarei forse aggrappato a te?
Questo è l’amaro della vita:
che solo in due si può essere felici;
e che i nostri cuori sono attratti da stelle
che non ci vogliono.
 
 
 
 
George Gray
 
Ho osservato tante volte
il marmo che mi hanno scolpito –
una nave alla fonda con la vela ammainata.
In realtà non rappresenta il mio approdo
ma la mia vita.
Perché l’amore mi fu offerto ma fuggii le sue lusinghe;
il dolore bussò alla mia porta ma ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi.
Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.
Ora so che bisogna alzare le vele
e farsi portare dai venti della sorte
dovunque spingano la nave.
Dare un senso alla vita può sfociare in follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vago desiderio:
è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.
 
 
 
 
La signora Reece
 
A questa generazione vorrei dire:
imparate a memoria qualche verso di verità o bellezza.
Vi potrà servire una volta nella vita.
Mio marito non ebbe niente a che fare
col crollo della banca – era solo cassiere.
Il crac fu colpa del presidente, Thomas Rhodes,
e del suo fatuo figliolo senza scrupoli.
Però mio marito fu spedito in prigione,
e io restai sola coi figli,
a nutrirli e vestirli e istruirli.
E lo feci e li avviai
nel mondo tutti lustri e robusti,
e questo grazie alla saggezza di Pope, il poeta:
“Recita bene la tua parte, in questo consiste l’onore”.
 
 
Traduzione di Alberto Rossatti
 
 
 
 

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