Dorothy Molloy

Dorothy Molloy
 
 
In an envelope of skin,
in a box of bone
I live. Jointed arms,
legs, fingers, toes,
ankles, elbows,
shoulders. The small
shovels of my collarbone.
The caterpillar of my
spine. The wide plates
of my hips.
In an envelope of skin,
in a box of bone
I live. Endless skeins
of hair pushed through
the epidermis. A hundred
years’ supply of nail crouches
inside my fingertips
and under the cushions
of my toes.
Drums hide in the swirl
of my ear; a bridge
crosses my nose.
My belly a factory,
a recycling plant,
a compost heap.
My pelvis a girdle,
a breeding-ground,
a nursery.
The sponges of my lungs,
the pump of the heart,
the pulse at wrist
and neck
and temple.
Alone in my cave
I quest, striking matches
as I go. Paintings
in blood and excrement glow
on my palaeolithic walls.
 
 
 
 
In un involucro di pelle
in una scatola di osso
vivo. Braccia,
gambe, dita, alluci,
caviglie, spalle,
gomiti dotati di snodi. I piccoli
badili della clavicola.
Il cingolato della mia
colonna. Le ampie scodelle
dei miei fianchi.
In un involucro di pelle,
in una scatola di osso
vivo. Interminabili matasse
di capelli spinte attraverso
l’epidermide. Una fornitura
di unghie centenaria si acquatta
nelle punte delle dita
e sotto i cuscinetti
degli alluci.
Si celano tamburi nella voluta
dell’orecchio; un ponte
mi attraversa il naso.
Il mio ventre un’officina,
un impianto che ricicla,
un cumulo di concime organico.
La pelvi un recinto,
un terreno di coltura
un vivaio.
Le spugne dei polmoni,
la pompa del cuore, il battito a polso
collo
e tempia.
Sola nella mia grotta
vado alla ricerca, accendendo fiammiferi
mentre procedo. Graffiti
di sangue ed escrementi brillano
sulle mie pareti paleolitiche.
 
 
Traduzione di Fiorenza Mormile
 
 
 
 

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