Derek Walcott

Derek Walcott

 
 

“Io sono solamente un negro rosso che ama il mare / ho avuto una buona istruzione coloniale/ ho in me dell’olandese, del negro e dell’inglese/ sono nessuno o sono una nazione”. In questa quartina Iosif Brodskij legge la biografia di Derek Walcott (1930/2017, nobel nel 1992) sostenendo che la vera biografia di un poeta è nei suoi versi, nell’introduzione a Mappa del nuovo mondo, antologia uscita da Adelphi l’anno del Nobel. Derek Walcott nasce in una colonia britannica St. Lucia, un’isola dei Caraibi francofona e cattolica dove ritornerà per tutta la vita. La madre è maestra e coltiva gli interessi letterari e artistici dei figli. Tra le sue passioni, oltre alla poesia, il teatro e l’acquarello. Con i soldi del Nobel costruisce una casa a St. Lucia. Grandi amici e sostenitori sono stati Iosif Brodskij e Robert Lowell.

Pierangela Rossi

 
 
 
 
Amore dopo amore
 
Tempo verrà
In cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,
 
e dirà: Siedi qui, Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
 
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
 
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa. La tua vita è in tavola.
 
 
 
 
 
 
Epiloghi
 
Le cose non esplodono:
vengon meno, sbiadiscono,
 
come il sole sbiadisce dalla carne,
come la schiuma esala nella sabbia,
 
anche il fulmineo lampo dell’amore
non ha un epilogo tonante,
 
muore invece con un suono di fiori
che sbiadiscono come fa la carne
 
sotto la pietra pomice sudante,
tutto concorre a dare questa forma
 
finchè restiamo soli col silenzio
che circonda la testa di Beethoven.
 
 
 
 
 
 
Mappa del nuovo mondo
                Arcipelaghi
 
Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All’orlo della pioggia, una vela.
 
Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.
 
La guerra da dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
Vicino al gocciolar del mare.
 
Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia
 
E pizzica il primo verso dell’”Odissea”.
 
 
 
 
 
 
Mezza estate, Tobago
 
Larghe spiagge lastricate dal sole.
 
Calore bianco.
Una fiumana verde.
 
Un ponte,
gialle palme bruciacchiate
 
giù dalla casa in letargo estivo
appisolata per tutto l’agosto.
 
Giorni che ho stretto,
giorni che ho perduto,
 
giorni che sono troppo grandi, ormai, come figlie,
per rifugiarsi nel porto delle mie braccia.
 
 
 
 

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