Boris Pasternak

Boris Pasternak
 
 

“Le poesie di Zivago” sono fortemente presenti nel romanzo del “Dottor Zivago”. Jurij Zivago scrive e pubblica poesie proprio come Pasternak. E Jurij nel romanzo “vive lo stesso dissidio del suo autore tra l’artista e la società, tra la poesia e la politica, tra l’arte e la storia, tra l’amore e il matrimonio. “Le poesie di Zivago” si segnalano per le atmosfere intime e personalissime, prive di qualsiasi accento declamatorio, con cui Pasternak tratta il tema della patria sofferente, e per lo “scintillante mosaico di immagini” attraverso cui parla d’amore, di illusioni e delusioni, di insoddisfazione personale, di ansia religiosa, di ricerca spirituale”.

Paolo Ruffilli ha tradotto dal russo le poesie di Zivago e ce le ha presentate in un volumetto del 2016 della Biblioteca dei Leoni. Il libro si intitola “La notte bianca”.

Boris Pasternak (Mosca 1890-Peredelkino 1960) nel 1958 ha avuto il Premio Nobel.

 

Pierangela Rossi

 
 
 
 
TRE VARIAZIONI SULL’AMORE
 
 
1. Rivelazione
 
Anche più di questa affinità
che unisce le nostre anime tra loro
ci lega, intanto, l’abisso
che ci tiene uniti insieme
separati dal resto del mondo.
Amano tutti senza rendersene conto,
di quanto è straordinario
questo loro sentimento.
Per noi invece ognuno degli istanti,
in cui ci viene addosso come un alito
d’eternità il fremito della passione,
è un momento di rivelazione,
di un approfondimento
di noi stessi e della vita.
 
 
 
 
 
 
2. Il dono dell’amore
 
Mi hai detto che devo io
tenerti sempre sottomessa
e ricordarti ogni momento
che sei tu la schiava
che mi ama ciecamente.
Che mi ama e non ragiona.
Il dono dell’amore, è vero,
è come ogni altro dono:
non chiede spiegazione,
per quanto grande sia
non si rivela mai senza sorpresa
nell’illuminazione.
 
 
 
 
 
 
3. Selvaggia tenerezza
 
È l’apice di una reciproca
compatibilità di intenti
che non ammette gradazioni
e in cui nessuno sta sopra o sotto,
è un’equivalenza d’intenzioni
dell’essere pieno nella sua interezza:
con tutto intorno a sé genera gioia,
in tutto si fa anima e dolcezza.
Ma, in questa selvaggia tenerezza,
che se ne sta sempre in agguato,
c’è qualcosa di ribelle e di vietato.
È una forza distruttiva che è arbitraria
e contraria alla pace della casa.
Per questo occorre andarci cauti,
averne sempre un po’ paura
e, aderendo, sempre diffidarne.
 
 
 
 

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