Ana Istarú (Costa Rica) – ita/espa


 
 
XXVII
 
Nel nostro letto è venuta a incagliarsi la luna
Ha lasciato questo pettine, questa madreperla, questo nettare.
Ha vestito di seta luccicante la tua asprezza.
Ha lasciato un trasparente aroma in tutte le lenzuola
che incontrava e non trovava
più i tuberi alati della tua schiena.
La tiepida, la ladra, la inaspettata
è venuta a bere le scintille addormentate sulla tua fronte.
Nel nostro letto è venuta a incagliarsi la luna,
questa cipolla d’argento, questa versione felina
della neve, questo cucchiaio.
La terribile, la fuorilegge
È venuta a rubare il tuo pane, il tuo sesso d’oro fresco
che esce dal mio migliore forno.
L’inaspettata, la tiepida, la ladra!
Pugno di azalee.
La fuorilegge.
 
 
 
 
 
 
XXVII
 
A nuestra cama vino a encallar la luna.
Dejó este peine, este nácar, este néctar.
Puso una seda brillante a tu aspereza.
Puso un cristal fragante a cuanta sábana
encontraba y no encontraba
más que los nardos alados de tu espalda.
La tibia, la ladrona, la inesperada
vino a beber centellas dormidas de tu frente,
las migas de este amor que cometimos.
A nuestra cama vino a encallar la luna,
esa cebolla de plata, esta versión
felina de la nieve, esta cuchara.
La temible, la forajida
vino a robar tu pan, tu sexo de oro fresco
saliendo de mi horno
mejor. ¡La inesperada, la tibia, la ladrona!
Puño de azaleas.
La forajida.
 
 
Traduzione di Antonio Nazzaro
 
 
 
 

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